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Coldiretti

La Maremma scende in piazza a Firenze per salvare l'agricoltura

Giovanni Ramiri

24 Febbraio 2026, 16:51

La Maremma scende in piazza a Firenze per salvare l'agricoltura

Una manifestazione di Coldiretti e Simone Castelli

Saranno centinaia dalla Maremma, con slogan, cartelli e campanacci, a unirsi alla grande mobilitazione promossa da Coldiretti Toscana in programma mercoledì 25 febbraio, dalle ore 10, davanti a Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale in via Cavour a Firenze.

Dal cuore agricolo della provincia di Maremma partirà una delegazione guidata dal presidente provinciale Simone Castelli, pronta a consegnare alla politica toscana una piattaforma programmatica in dodici punti che indica le priorità per il sistema agricolo regionale.

La Maremma, terra simbolo dell’agricoltura toscana, sarà protagonista della mobilitazione, portando a Firenze le istanze di imprese che ogni giorno fanno i conti con burocrazia, crisi di filiera e cambiamenti climatici.

Dopo le battaglie condotte a livello europeo contro le politiche della Commissione guidata da Ursula von der Leyen — che avrebbero comportato un drastico taglio alle risorse della Politica Agricola Comune per oltre 30 mila imprese agricole toscane — e dopo le iniziative per garantire reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi terzi, la mobilitazione approda ora in Regione.

Il documento che verrà illustrato dalla presidente regionale Letizia Cesani alla Giunta e ai consiglieri nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 20 mila associati in tutta la Toscana. Un confronto dal basso, che raccoglie anche le priorità espresse con forza dagli agricoltori maremmani.

Tra i temi centrali c’è la semplificazione burocratica, che può arrivare a sottrarre fino a 100 giorni di lavoro all’anno alle imprese agricole. E poi le filiere in difficoltàvino, latte ovino e bovino, cereali e orticoltura — settori che in Maremma rappresentano un pilastro economico e identitario. Non mancano le questioni legate al ritardo nei pagamenti dei premi assicurativi, alle sfide climatiche per il recupero dell’acqua piovana e l’irrigazione, all’emergenza peste suina, alla gestione della fauna selvatica e al fenomeno delle predazioni.

Nel documento trovano spazio anche lo stop al fotovoltaico a terra e alle pale eoliche considerate invasive, l’accesso al credito, la difesa del suolo, una maggiore attenzione al comparto pesca e il contrasto al cosiddetto caporalato bianco, con la proposta di un Albo delle imprese senza terra.

"Chiediamo alle istituzioni una presa di coscienza concreta verso il mondo agricolo che rappresentiamo – sottolinea Castelli – attraverso la condivisione di priorità e proposte operative per tutelare il reddito delle imprese e rilanciare il legame profondo tra agricoltura e sana alimentazione".

L’obiettivo è riportare l’agricoltura al centro dell’agenda politica regionale, a partire dai territori come la Maremma, dove il settore primario non è solo economia ma cultura, paesaggio e presidio ambientale. “Vogliamo tutelare il modello toscano — multifunzionale, distintivo e sostenibile — quale precursore di un nuovo paradigma globale nella produzione di cibo”, rilancia il presidente provinciale.

Dalla Maremma a Firenze, il messaggio è chiaro: senza agricoltura non c’è futuro, né per il territorio né per la qualità alimentare che rende la Toscana un punto di riferimento nel mondo.

a una piattaforma programmatica in dodici punti che indica le priorità per il sistema agricolo regionale.

La Maremma, terra simbolo dell’agricoltura toscana, sarà protagonista della mobilitazione, portando a Firenze le istanze di imprese che ogni giorno fanno i conti con burocrazia, crisi di filiera e cambiamenti climatici.

Dopo le battaglie condotte a livello europeo contro le politiche della Commissione guidata da Ursula von der Leyen — che avrebbero comportato un drastico taglio alle risorse della Politica Agricola Comune per oltre 30 mila imprese agricole toscane — e dopo le iniziative per garantire reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi terzi, la mobilitazione approda ora in Regione.

Il documento che verrà illustrato dalla presidente regionale Letizia Cesani alla Giunta e ai consiglieri nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 20 mila associati in tutta la Toscana. Un confronto dal basso, che raccoglie anche le priorità espresse con forza dagli agricoltori maremmani.

Tra i temi centrali c’è la semplificazione burocratica, che può arrivare a sottrarre fino a 100 giorni di lavoro all’anno alle imprese agricole. E poi le filiere in difficoltà — vino, latte ovino e bovino, cereali e orticoltura — settori che in Maremma rappresentano un pilastro economico e identitario. Non mancano le questioni legate al ritardo nei pagamenti dei premi assicurativi, alle sfide climatiche per il recupero dell’acqua piovana e l’irrigazione, all’emergenza peste suina, alla gestione della fauna selvatica e al fenomeno delle predazioni.

Nel documento trovano spazio anche lo stop al fotovoltaico a terra e alle pale eoliche considerate invasive, l’accesso al credito, la difesa del suolo, una maggiore attenzione al comparto pesca e il contrasto al cosiddetto caporalato bianco, con la proposta di un Albo delle imprese senza terra.

“Chiediamo alle istituzioni una presa di coscienza concreta verso il mondo agricolo che rappresentiamo – sottolinea Castelli – attraverso la condivisione di priorità e proposte operative per tutelare il reddito delle imprese e rilanciare il legame profondo tra agricoltura e sana alimentazione”.

L’obiettivo è riportare l’agricoltura al centro dell’agenda politica regionale, a partire dai territori come la Maremma, dove il settore primario non è solo economia ma cultura, paesaggio e presidio ambientale. “Vogliamo tutelare il modello toscano — multifunzionale, distintivo e sostenibile — quale precursore di un nuovo paradigma globale nella produzione di cibo”, rilancia il presidente provinciale.

Dalla Maremma a Firenze, il messaggio è chiaro: senza agricoltura non c’è futuro, né per il territorio né per la qualità alimentare che rende la Toscana un punto di riferimento nel mondo.

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