Confindustria
Cantiere sulla Due Mari e Andrea Fratoni
La notizia dello slittamento al 2027 del completamento dei lavori sulla Due Mari, nel tratto tra Siena e Grosseto, rappresenta un nuovo duro colpo per imprese, turismo e sviluppo del territorio. L’annuncio, diffuso da Anas, cita come motivazioni i ritardi dovuti al maltempo e ai ritrovamenti archeologici nei cantieri. Una spiegazione che non allevia il disappunto di chi da anni attende il completamento di un’infrastruttura cruciale.
Dopo oltre venticinque anni di attesa, la conclusione della Due Mari sembrava ormai vicina. La possibilità di collegare in maniera rapida e sicura il Tirreno all’Adriatico rappresenta infatti un punto strategico per il sistema economico toscano e non solo. La decisione di posticipare la conclusione dei lavori di almeno due anni rischia di avere un impatto significativo sull’intero comparto produttivo locale.
«Non possiamo che esprimere estremo disappunto», dichiara Andrea Fratoni, presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud. «Non stiamo parlando di una semplice strada provinciale migliorata, ma di un corridoio strategico che collega sistemi produttivi, porti, distretti industriali e mercati nazionali ed europei. Dopo oltre 25 anni di attesa, la conclusione dei lavori sulla Due Mari sembrava in dirittura d’arrivo, e ora ci troviamo di fronte a un nuovo rinvio che rischia di compromettere la competitività di tutto il territorio».
Fratoni sottolinea come questo ulteriore ritardo colpisca non solo l’industria e il comparto manifatturiero, ma anche il turismo, da sempre una risorsa fondamentale per la Maremma. «La costante reiterazione dei ritardi rallenta lo sviluppo e impedisce di offrire prospettive concrete alle imprese e al mondo del lavoro, soprattutto per i giovani», aggiunge il presidente di Confindustria Toscana Sud.
La Due Mari rappresenta molto più di una semplice arteria stradale. Il collegamento Grosseto-Siena-Arezzo è infatti un asse strategico che consente alle imprese del territorio di connettersi direttamente al versante adriatico e ai flussi commerciali dell’Est Europa. Senza questa infrastruttura, la Maremma rischia di rimanere marginale dal punto di vista logistico, perdendo opportunità di sviluppo economico e occupazionale.
«Ogni ulteriore ritardo significa rallentare l’integrazione territoriale e mantenere il nostro territorio in condizione di isolamento rispetto ai grandi assi di sviluppo nazionale», conclude Fratoni. «Chiediamo che il cronoprogramma venga rispettato e che non ci siano ulteriori slittamenti: la competitività delle nostre imprese dipende anche dalla capacità di essere pienamente inseriti nei corridoi interregionali e internazionali».
Secondo le ultime comunicazioni di Anas, i lavori nel tratto tra Siena e Grosseto dovrebbero concludersi nel primo semestre del 2027, a patto che non si verifichino ulteriori imprevisti. Tra ritardi causati dal maltempo e i vincoli legati ai ritrovamenti archeologici, il percorso resta tuttavia complesso. La speranza di imprese e istituzioni è che non si registrino ulteriori slittamenti e che la Due Mari possa finalmente diventare un asse vitale per la Toscana e per il collegamento tra Tirreno e Adriatico.
Con il completamento di questa infrastruttura, il territorio maremmano potrà finalmente guardare a un futuro di maggiore integrazione economica, flussi commerciali più efficienti e sviluppo turistico sostenibile.
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