Viabilità
L'aurelia a Capalbio e Lidia Bai
Il Corridoio Tirrenico torna al centro del dibattito politico e istituzionale, riportando alla luce una questione che da decenni pesa sullo sviluppo, sulla sicurezza e sulla mobilità della costa toscana. A riaccendere i riflettori è una mozione presentata in Consiglio regionale dalla consigliera del Partito Democratico Lidia Bai, eletta nel collegio di Grosseto e provincia, sottoscritta anche dal consigliere livornese Alessandro Franchi.
Al centro dell’atto, il definanziamento dell’opera deciso dal Governo, una scelta che secondo il Pd rischia di bloccare definitivamente un’infrastruttura strategica non solo per la Toscana, ma per l’intero Paese. «Il definanziamento del Corridoio Tirrenico è una decisione grave e inaccettabile – afferma Bai – perché penalizza un territorio già fragile e interrompe un percorso atteso da decenni».
Il Corridoio Tirrenico rappresenta infatti un asse fondamentale per la sicurezza stradale, la mobilità delle persone e delle merci e la competitività del sistema economico della costa. Inserito nelle reti transeuropee di trasporto, è considerato strategico anche a livello europeo. Tuttavia, dopo i tagli previsti dalla manovra 2025, la legge di bilancio 2026 ha ulteriormente ridotto le risorse disponibili, portando gli investimenti programmati a un solo milione di euro complessivo. Un ridimensionamento che, di fatto, impedisce l’avvio dei lotti già ritenuti cantierabili.
La Regione Toscana, sottolinea Bai, ha fatto la sua parte, superando l’ipotesi autostradale, sollecitando il passaggio di competenze da SAT ad ANAS e stanziando risorse proprie. In particolare, sono stati messi a disposizione 100 milioni di euro di fondi FSC per il tratto tra Fonteblanda e il confine regionale. «Ora – ribadisce la consigliera – è indispensabile che anche il Governo si assuma le proprie responsabilità».
Accanto al tema del definanziamento, la mozione affronta un’altra criticità molto sentita dal territorio: l’aumento del pedaggio sul tratto Rosignano–San Pietro in Palazzi. Un segmento di appena quattro chilometri, utilizzato quotidianamente da residenti, pendolari e operatori economici, che dal 2025 vede il pedaggio salire a un euro.
«È inaccettabile – denuncia il consigliere Alessandro Franchi – che su un tratto così breve si continui ad aumentare il pedaggio, scaricando i costi su chi lo percorre ogni giorno per lavoro o studio». Un rincaro che, secondo il Pd, rappresenta un ulteriore aggravio per un territorio già penalizzato da infrastrutture incomplete.
Con la mozione, il Partito Democratico chiede alla Giunta regionale di attivarsi nei confronti del Governo per il ripristino delle risorse necessarie alla progettazione e realizzazione del Corridoio Tirrenico, per il completamento del passaggio di competenze tra SAT e ANAS e per la revoca degli aumenti del pedaggio di Rosignano.
«Servono scelte chiare e responsabilità altrettanto chiare – concludono Bai e Franchi – perché il Corridoio Tirrenico è un’opera indispensabile per la sicurezza, la mobilità e lo sviluppo di un intero territorio che non può più permettersi di aspettare».
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