L'iniziativa
Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei Medici
La lotta contro il tempo per salvare una vita parte dalla formazione. In un Paese dove la morte cardiaca improvvisa strappa all'affetto dei propri cari circa 73mila persone ogni anno — una media drammatica di 200 decessi al giorno — la preparazione tecnica diventa l'unico vero scudo a disposizione della comunità. Con questo spirito l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Grosseto ha deciso di rinnovare il proprio impegno sul territorio, promuovendo una nuova serie di corsi di formazione Blsd (Basic Life Support and Defibrillation) dedicati ai professionisti sanitari.
Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 21 febbraio, dalle ore 9 alle ore 13, presso la sede dell'Ordine in via Papa Giovanni XXIII a Grosseto. L'iniziativa, accreditata dalla Regione Toscana, sta già registrando un alto numero di adesioni, segno di una sensibilità crescente verso una procedura che può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte. Come sottolineato dalla presidente dell'Ordine, Paola Pasqualini, l'obiettivo è creare una rete capillare di operatori pronti a intervenire: la morte cardiaca colpisce infatti ogni 7,2 minuti e un intervento tempestivo con manovre di rianimazione e uso del defibrillatore può arrivare a triplicare le possibilità di sopravvivenza.
L'urgenza di questi corsi trova conferma nei dati post-pandemici, che hanno visto un incremento del 119% degli arresti cardiaci extra-ospedalieri. In questo scenario, la Toscana si conferma all'avanguardia a livello nazionale: nel 2025 è stata infatti approvata la prima legge italiana per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei giovani. Questa normativa introduce screening cardiologici nelle scuole, l'obbligatorietà dei corsi Blsd per studenti e docenti e l'istituzione di un registro regionale per monitorare i casi.
Oltre alla tecnica manuale, i corsi istruiscono all'uso del Dae (defibrillatore semiautomatico). Sebbene in Italia non esista ancora un censimento ufficiale, si stima la presenza di circa 80-100mila dispositivi sul territorio nazionale. In Toscana, l'integrazione tecnologica permette già ai soccorritori formati di individuare il defibrillatore più vicino tramite mappe interattive fornite dalle centrali operative del 118 e dalle Aziende sanitarie locali, strumenti fondamentali per chi è chiamato ad agire nei primi, cruciali minuti dell'emergenza.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy