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L'iniziativa

Mani sul torace e coraggio: così Uisp e Croce Rossa insegnano a Grosseto come si salva una vita

Giovanni Ramiri

11 Febbraio 2026, 14:16

Mani sul torace e coraggio: così Uisp e Croce Rossa insegnano a Grosseto come si salva una vita

I partecipanti e due momenti della giornata

Il confine tra la tragedia e una vita salvata spesso è tracciato dalla conoscenza di pochi, fondamentali gesti. È questo il messaggio potente emerso durante l’incontro di sensibilizzazione al primo soccorso che ha riempito la sala riunioni della Uisp di Grosseto in viale Europa. L’iniziativa, frutto della storica collaborazione con il comitato locale della Croce Rossa Italiana, ha visto una ventina di cittadini mettersi in gioco per imparare a gestire le emergenze sanitarie.

L’obiettivo del pomeriggio è andato ben oltre la semplice trasmissione di nozioni: si è trattato di un vero investimento sulla responsabilità collettiva.

Il presidente della Uisp Grosseto, Massimo Ghizzani, ha aperto i lavori ribadendo la centralità del tema per l'associazione: «Abbiamo sposato subito questa idea perché per i nostri associati, e non solo, conoscere queste manovre è di vitale importanza. La sicurezza è una priorità per la Uisp e ringrazio la Croce Rossa per aver messo a disposizione personale così specializzato».

A guidare i partecipanti nel cuore delle manovre è stato Gianluigi Perruzza, istruttore BLSD della Croce Rossa con un'esperienza decennale, che ha toccato un punto fondamentale: la psicologia del soccorritore. «Diffondere la cultura del primo soccorso è un obiettivo fondamentale – ha ricordato – Pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte o tra una vita di qualità e uno stato vegetativo. In città la diffusione dei defibrillatori è cresciuta, ma c'è ancora tanto da fare: la paura di fare spesso vince ancora sul dover fare».

L'istruttrice Sara Volpini ha poi smontato i timori dei presenti sulla complessità degli interventi: «Le manovre di rianimazione sono semplici: basta mettere le mani al centro del torace e massaggiare con il giusto ritmo. Anche chi non è un sanitario può realmente cambiare l’esito di un arresto cardiaco in attesa dell’ambulanza».

Durante le due ore di sessione, i formatori – tra cui anche Andrea Marchi – hanno simulato le procedure corrette per la chiamata al Numero Unico di Emergenza 112, spiegato le tecniche di disostruzione delle vie respiratorie e mostrato l'utilizzo del DAE (defibrillatore semiautomatico esterno). Perruzza ha voluto inoltre rassicurare tutti sulla tutela legale di chi interviene: «L'unico obbligo di legge è chiamare i soccorsi per non incorrere nell'omissione. Tutto il resto è un valore aggiunto che può salvare una vita e per il quale non bisogna aver paura di intervenire».

Con questo appuntamento, la Uisp Grosseto ha confermato la propria natura di punto di riferimento sociale, capace di unire sport, salute e solidarietà. Una collaborazione, quella con la Croce Rossa, che continuerà a formare i cittadini e gli operatori sportivi, rendendo la comunità più resiliente e preparata di fronte alle emergenze.

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