Mercoledì 11 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Santa Fiora

Carnevale Morto: la tradizione che sfida il tempo e unisce le generazioni sul Monte Amiata

Giovanni Ramiri

11 Febbraio 2026, 12:43

Carnevale Morto: la tradizione che sfida il tempo e unisce le generazioni sul Monte Amiata

Torna il Carnevale Morto a Marroneto

Il Monte Amiata si veste a festa. Il borgo di Marroneto, frazione di Santa Fiora, si prepara a celebrare la chiusura del periodo festivo con uno degli appuntamenti più suggestivi e originali del territorio. Sabato 14 febbraio, a partire dalle ore 16, piazza Padella diventerà il teatro naturale del Carnevale Morto, un rituale funebre goliardico che simboleggia il passaggio dai bagordi del Carnevale al rigore della Quaresima. Questa tradizione antica si rinnova attraverso una messa in scena ricca di ironia e simbolismo, animata da un corteo rumoroso che attraversa le vie del paese mettendo in mostra i vizi e le contraddizioni dell'animo umano.

Il cuore della festa batte tra abiti eleganti e maschere grottesche, dove figuranti popolari si mescolano a caricature satiriche della vita cittadina. Al centro della vicenda troviamo il Carnevale, impersonato da un giovane ben vestito, circondato dalla sua combriccola di amici e dal fedele Gaudente. Ai margini della scena si muovono i gobbi, vestiti di stracci logori per rappresentare l'umiltà del popolo. Il corteo, dopo aver sfilato lungo via della Sabbia e piazza Renaiolo, ritorna nel punto di partenza dove avviene l’evento drammatico: il Carnevale accusa un malore improvviso e cade a terra agonizzante.

A questo punto si scatena una farsa tragicomica che coinvolge diverse figure classiche della tradizione locale. Nonostante il tentativo del dottore di salvarlo, il Carnevale muore, dando il via alle disperate urla del Gaudente, all'estrema unzione impartita dal prete e alla lettura del testamento da parte del notaio. Questo documento rappresenta il momento più atteso per la satira, poiché contiene spesso riferimenti taglienti ai fatti della vita politica e sociale del paese. Il rito prosegue con il ballo dei gobbi che piangono intorno al defunto, il quale viene infine sostituito da un fantoccio di paglia, adagiato in una bara e portato in spalla in una marcia funebre goliardica prima di essere dato alle fiamme nella piazza principale.

Serena Balducci, assessora al Turismo di Santa Fiora, ha voluto evidenziare l'unicità di questa manifestazione che trova la sua identità profonda solo nella comunità di Marroneto. L'assessora ha rivolto un ringraziamento particolare all'associazione Marroneto 100 per l'impegno costante nel mantenere viva questa eredità, sottolineando l'importanza del passaggio di testimone dai vecchi figuranti ai giovani del paese. Preservare il patrimonio immateriale delle tradizioni locali non è solo un modo per onorare le radici, ma costituisce uno strumento essenziale per garantire la coesione sociale e il senso di appartenenza delle piccole comunità montane.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie