Sicurezza digitale
La truffa della ballerina
Sta colpendo anche la Maremma toscana la truffa della ballerina: quel messaggio su WhatsApp che chiede di votare una bambina in tutù per un corso di danza gratuito.
La foto di “Francesca” (o altro nome) con il link a un sito decisamente sconosciuto circola tra contatti locali, ma è un inganno per rubare account.
Immagina di ricevere un WhatsApp da un amico: “Ciao! Se ti va potresti votare per Francesca? È la figlia di amici cari. Il premio è un corso di danza gratuito!". Segue, il link della votazione. Allegata, la foto di una bimba che danza in tutù bianco scintillante su sfondo nero. Sembra innocuo, vero?
In Toscana il fenomeno dilaga, con segnalazioni da Cecina a Grosseto, come riportato anche da altri media locali. Secondo la Polizia Postale sarebbe iniziato a gennaio e ora infesta il centro Italia, sfruttando la nostra "solidarietà".

Il portale che appare dopo aver cliccato sul link, e invita a selezionare per votare la ballerina
Cliccando sul link arrivato via WhatsApp si atterra su una pagina falsa che chiede il numero di telefono per poter procedere al voto della ballerina. Poi arriva un codice di verifica via sms o WhatsApp: “Inseriscilo per votare”.
Ecco il trucco.
Quel codice serve ai truffatori per collegare il tuo account al loro telefono o dispositivo, estromettendo dal totale controllo il reale proprietario dell'account e riuscendo ad agire in autonomia. Una volta che la vittima ha inserito il codice ricevuto, infatti, i truffatori mandano lo stesso messaggio della ballerina ai suoi contatti. Così la catena riparte, con metologia virale, e può arrivare anche a messaggi con richieste di soldi per “emergenze”.

Un utente alle prese con whatsapp (immagine Ai)
Il messaggio solitamente arriva da un contatto fidato o comunque presente nella lista contatti, ma è strano: è sempre consigliato di chiamare per verificare.
La foto della ballerina è solitamente sempre la stessa, prefissata, uguale per molti messaggi simili, di una ballerina bambina.
Il link punta a siti fasulli anche se a volte sono diversi da loro, hanno fittizie sezioni informative o "faq", andando a leggere non troviamo informazioni precise e né sul concorso né sui promotori: non si tratta di concorsi veri.
Non si tratta neanche di qualche app ufficiale, solo di un tranello emotivo.
Se sei ancora in tempo, non inserire mai codici o numeri. Cerca di contattare il mittente avvertendo che sta, pur non sapendolo, mandando una serie di messaggi senza che lo voglia.

Telefonare a chi ha inviato il messaggio potrebbe aiutare a interrompere la catena (immagine Ai)
Se hai invece già inserito il codice, controlla i dispositivi collegati nelle impostazioni WhatsApp e disconnetti gli sconosciuti. Lo puoi fare accedendo alle impostazioni, e cercando la sezione "dispositivi collegati".
Se non lo hai ancora gatto, attiva la verifica in due passaggi per un pin extra.
Se hai cliccato, riprendi il controllo re-installando WhatsApp col tuo numero e segnala alla Polizia Postale, anche su commissariatodips.it.
Per tutti gli utenti italiani e della Maremma in particolare, il consiglio è lo stesso: restare vigili, perché un gesto di generosità può costare l’intero profilo. Diffondere l'allerta, può sicuramente giovare a evitare la diffusione dei link truffa ed essere vittima di smishing.

Esempio di smishing
Lo smishing è un tipo di truffa che consiste nell'invio di messaggi di testo, solitamente massivo, con il fine di ottenere dati personali. Deriva dalla fusione dei termini sms (messaggio) e phishing e si realizza tramite i servizi di messaggistica mobile.
Il truffatore invia un messaggio di testo alla vittima tramite un mittente falso. Nel caso della truffa della ballerina è nella cerchia di amici o comunque nella rubrica della vittima stessa. Che così è più incentivata a cliccare su un link o a fornire informazioni.
Casi simili si verificano anche con falsi messaggi che sembrano provenire dalla banca o da istituti di credito. Lo scopo è sempre quello di ottenere i dati personali.
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