Cultura
Nella cornice i deputati Pd Marco Simiani e Irene Manzi
L’istituzione di un Centro Studi “Maestro Alberto Manzi” a Pitigliano, nel Grossetano. A proporla sono due deputati Pd, con una proposta di legge nazionale che punta a trasformare la sua eredità educativa in uno strumento stabile per affrontare le sfide contemporanee di istruzione e inclusione.
Secondo i deputati Marco Simiani e Irene Manzi i promotori del provvedimento alla Camera, l’obiettivo è riconoscere e rendere operativa l’esperienza di Alberto Manzi (maestro, divulgatore e figura centrale nella storia civile e culturale italiana) per contrastare analfabetismo funzionale, nuove povertà educative e per favorire integrazione linguistica e culturale. Il Centro Studi, nelle loro intenzioni, non sarebbe solo luogo di conservazione della memoria, ma un vero motore di ricerca, formazione e inclusione rivolto alle nuove generazioni.

Alberto Manzi (foto di ignoto - 30 anni di televisione in Italia, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5219435)
La scelta di Pitigliano è anche un riconoscimento del legame biografico e civico di Manzi con il territorio: qui trascorse gran parte della sua vita e fu anche sindaco. La proposta punta quindi a valorizzare la Maremma e a rafforzare il ruolo dell’istruzione come strumento di uguaglianza e coesione sociale.
Nel progetto è previsto il coinvolgimento di istituzioni accademiche come l’Università di Siena, l’Università per Stranieri di Siena e il Polo Universitario Grossetano, oltre a una stretta collaborazione con la Rai, richiamando anche la storica esperienza televisiva del maestro. I proponenti annunciano il deposito del testo alla Camera nei prossimi giorni, chiedendo una rapida calendarizzazione per arrivare all’approvazione della legge e all’attivazione del Centro Studi entro il 2027, anno del trentennale della morte di Alberto Manzi.
Alberto Manzi è stato uno dei maestri più amati e influenti della storia dell’educazione italiana del Novecento, figura di riferimento per generazioni di studenti e insegnanti.

Alberto Manzi (Foto di Marcella Curti Gialdino - Non è mai troppo tardi, programma televisivo, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4874041)
Nato a Roma nel 1924, maestro di scuola elementare fin dal secondo dopoguerra, acquisì una fama nazionale grazie al programma televisivo "Non è mai troppo tardi", andato in onda dal 1960 al 1968 su Rai 2, che faceva seguire ai telespettatori le sue lezioni di alfabetizzazione per adulti. Attraverso un metodo semplice, diretto e coinvolgente, Manzi riuscì a far imparare a leggere e scrivere a migliaia di persone prive di scolarizzazione, diventando simbolo della lotta contro l’analfabetismo e promotore di una visione profondamente umana e inclusiva dell’istruzione.

Alberto Manzi (immagine Rai)
Oltre all’esperienza televisiva, Manzi fu autore di numerosi libri pedagogici, manuali scolastici e testi divulgativi dedicati all’apprendimento e alla formazione degli adulti, con un linguaggio chiaro e accessibile, pensato per chi aveva perso contatto con la scuola o non era mai stato in grado di frequentarla. Fu anche un educatore attento alle differenze individuali, sostenitore dell’idea che ogni persona possieda un proprio ritmo di apprendimento e meriti rispetto, pazienza e attenzione.

Pitigliano
Legato da anni alla Maremma, Alberto Manzi scelse Pitigliano come luogo di vita e di impegno civico, dove fu anche sindaco e partecipò attivamente alla vita politica e culturale del territorio. La proposta di un Centro Studi a suo nome vuole quindi riconoscere non solo la sua grandezza come educatore, ma anche il suo ruolo di cittadino impegnato, che vedeva nella scuola il principale strumento per costruire una società più giusta, informata e inclusiva.
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