Cisl
Terribile e nel riquadro Cherubini
Si è chiuso il 20 gennaio il lungo e articolato percorso per il rinnovo degli accordi territoriali sui canoni concordati in tutti i 28 Comuni della provincia di Grosseto, un passaggio considerato cruciale in una fase storica segnata da una crescente difficoltà di accesso alla casa in affitto. La trattativa ha visto seduti allo stesso tavolo i rappresentanti delle organizzazioni degli inquilini Sicet Cisl, Sunia Cgil e Uniat Uil e quelli della proprietà edilizia Aspi, Confedilizia e Uppi, impegnati in una serie di incontri necessari per arrivare a un’intesa condivisa.
Un confronto complesso ma significativo, che è riuscito a tenere insieme interessi diversi, unendo le rappresentanze della proprietà edilizia e le parti sociali, con l’obiettivo comune di dare risposte concrete a un mercato immobiliare sempre più teso. «Sappiamo benissimo quanto sia difficile trovare casa in affitto – spiegano i segretari territoriali Sergio Camerota (Sicet), Antonio Terribile (Sunia) e Stefano Cherubini (Uniat) – e con questi nuovi accordi abbiamo cercato responsabilmente di intervenire su canoni che erano rimasti fermi dal 2017-2018».

Sergio Camerota
Gli aggiornamenti introducono aumenti contenuti, ma soprattutto confermano la volontà di continuare a incentivare i contratti agevolati, come i 3+2, i contratti transitori e quelli destinati a studenti universitari e lavoratori. Tipologie contrattuali che, da un lato, limitano i canoni di affitto come previsto dagli accordi territoriali e, dall’altro, garantiscono ai proprietari vantaggi fiscali significativi, come la cedolare secca al 10% e, in molti Comuni, anche la riduzione dell’Imu. Un meccanismo che consente all’inquilino di beneficiare di un canone calmierato e non indicizzato per tutta la durata del contratto, offrendo maggiore stabilità.
I nuovi accordi, che sostituiscono quelli risalenti al 2017, introducono inoltre importanti modifiche tecniche. «Abbiamo lavorato – proseguono i rappresentanti sindacali – sulle aree omogenee facendo riferimento alle quotazioni dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate, ma valutando anche valori minimi e massimi in relazione alla tipologia dell’immobile». L’obiettivo è stato quello di bilanciare le esigenze di locatori e conduttori, tenendo conto delle caratteristiche reali delle abitazioni.
Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di un coefficiente correttivo globale, che considera elementi come la classe energetica e l’Attestazione di Prestazione Energetica (Ape), lo stato manutentivo dell’immobile e la presenza o meno dell’arredo, rendendo il sistema di calcolo del canone più aderente alla qualità effettiva dell’alloggio.
Anche l’accordo specifico per il Comune di Grosseto è stato oggetto di aggiornamenti. La nuova versione entrerà in vigore dal 1° febbraio 2026, dopo una revisione migliorativa rispetto al testo originario, redatto nel luglio 2025. «Dopo un primo periodo di applicazione – spiegano Camerota, Terribile e Cherubini – abbiamo ritenuto opportuno rivedere alcuni coefficienti, così da rispondere in maniera più efficace alle esigenze sia degli inquilini sia dei proprietari». L’obiettivo resta chiaro: contenere i canoni, ma soprattutto mettere sul mercato un numero maggiore di abitazioni in affitto, contrastando la carenza di offerta che spinge i prezzi verso l’alto.
I segretari territoriali colgono infine l’occasione per richiamare l’attenzione del Governo su un tema ritenuto centrale. «È necessario – sottolineano – che venga ripristinato il contributo affitto, eliminato ormai da diversi anni». Attualmente, infatti, i contributi erogati dai Comuni si reggono quasi esclusivamente su risorse della Regione Toscana e degli enti locali, con evidenti limiti di copertura.
«Al di là delle dichiarazioni – concludono – manca una vera politica abitativa nazionale, capace di tenere insieme attenzione sociale e interventi strutturali per i diversi ceti. I contratti a canone concordato rappresentano oggi un aiuto concreto contro il disagio abitativo, ma lo Stato dovrebbe rafforzarne gli incentivi e garantire adeguati stanziamenti sia per il fondo nazionale a sostegno dell’affitto sia per quello sulla morosità incolpevole, così da prevenire gli sfratti o almeno attenuarne l’impatto sociale».
Le organizzazioni sindacali degli inquilini ribadiscono infine la propria disponibilità ad assistere cittadini e famiglie, offrendo supporto nelle rispettive sedi per individuare la soluzione contrattuale più equilibrata e sostenibile per entrambe le parti.
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