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Antonino Zichichi (Foto Lapresse)
La notizia della morte di Antonino Zichichi, scomparso nel sonno ieri, 9 febbraio, a 96 anni, arriva fino a Grosseto portando con sé un ricordo speciale. Qui, nel marzo del 2013, il fisico trapanese, tra i volti più noti della scienza italiana, aveva incontrato studenti e cittadini in una giornata rimasta nel cuore di molti: arrivò per parlare della bellezza del creato, unendo con naturalezza rigore scientifico e profondità della sua fede.
Il momento intenso fu condiviso con gli studenti dell’istituto alberghiero. Invece di un pranzo formale, Zichichi scelse la cucina dei ragazzi, spiegando che «anche cucinare è pura fisica». Trasformò il solo pensiero del pasto in una piccola lezione di vita, incoraggiando gli studenti maremmani a cercare sempre l’eccellenza, qualunque fosse la loro strada.
Grosseto lo ricorda nel momento della sua scomparsa come un uomo che sapeva guardare le stelle senza dimenticare il valore del lavoro e dei giovani.
Nato a Trapani nel 1929, laureato in fisica all’Università di Palermo, Zichichi ha lavorato nei grandi templi della ricerca mondiale, dal Fermilab di Chicago al Cern di Ginevra, dove nel 1965 guidò il gruppo che osservò per la prima volta l’antideutone, un nucleo di antimateria. Professore a Bologna dal 1965, è stato presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare tra il 1977 e il 1982 e tra i promotori dei Laboratori del Gran Sasso.

Antonino Zichichi negli anni '80m (Foto LaPresse)
Nel 1962 fondò la Fondazione e Centro di cultura scientifica “Ettore Majorana” di Erice, che oggi riunisce oltre cento scuole internazionali di alta formazione, e guidò la World Federation of Scientists, impegnata sulle grandi emergenze planetarie. Autore di centinaia di articoli scientifici e di libri divulgativi, negli anni è diventato un volto popolare del dibattito pubblico, noto anche per le sue battaglie contro astrologia e superstizioni, da lui definite una “Hiroshima culturale”.
Figura talvolta controversa per le sue posizioni su evoluzione e cambiamento climatico, Zichichi ha comunque segnato profondamente la fisica delle particelle e la divulgazione scientifica italiana. In Maremma resterà soprattutto l’immagine del professore che, davanti a una platea di studenti, spiegava il mistero dell’universo partendo da una ricetta, con il sorriso di chi sapeva rendere la scienza una storia da ascoltare a occhi spalancati.
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