Salute
Eugenio Giani
Altro che “malasanità”: stando agli ultimi dati di Ars, la Toscana, e quindi di riflesso anche la Provincia di Grosseto, sembra più un circuito benessere che una regione qualsiasi. L’aspettativa di vita alla nascita è arrivata a 84 anni, con 82,2 anni per gli uomini e 86,1 per le donne, sopra la media nazionale in entrambi i casi e dietro solo a Veneto, Emilia‑Romagna e Trentino Alto Adige, per pochi decimali.

Speranza di vita in Toscana
Il rapporto “Welfare e salute in Toscana”, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani insieme a Fabio Voller (Ars) e Federico Gelli, racconta una regione dove si muore un po’ meno che altrove: 768 decessi ogni centomila abitanti contro gli 801 dell’Italia, con un vantaggio sia per i maschi (933 contro 982) che per le femmine (648 contro 667). La Toscana ha recuperato l’eccesso di mortalità da Covid già nel 2023, con un anno di anticipo rispetto a gran parte del Paese, e nel 2024 ha consolidato il risultato.

La riduzione della mortalità per grandi cause
Sul fronte delle grandi cause di morte (tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie) il copione non cambia: negli ultimi vent’anni le morti per malattie del sistema circolatorio sono calate del 59 per cento (contro il 53 per cento nazionale), quelle per tumori del 28 per cento (Italia ferma al -24). Il tasso di mortalità oncologica standardizzato è di 218,1 casi ogni centomila abitanti rispetto ai 228,6 della media italiana, con la rete oncologica toscana che Agenas colloca al vertice del Paese.

Stili di vita e comportamenti di salute
Il “trucco” non è uno solo. C’entrano gli stili di vita (meno sedentarietà, più sport, più verdure, pesce e carni bianche, meno snack e salumi) ma anche qualche vizio in discesa: fumatori al 18,7 per cento contro il 20,4 italiano e consumi di alcol sotto la media, pur con qualche ombra tra adolescenti e giovani.
C’entrano gli impianti sportivi rinnovati con oltre 100 milioni di investimenti e c’entrano, soprattutto, screening e vaccini: quasi otto donne su dieci fanno la mammografia, oltre l’81 per cento partecipa allo screening della cervice e quasi il 59 per cento allo screening del colon‑retto, ben sopra i numeri nazionali. Le vaccinazioni pediatriche raggiungono il 97 per cento, contro il 90 per cento italiano.

Qualità delle cure e accesso ai servizi
Poi ci sono le corsie ospedaliere. In Toscana il rischio di morire entro 30 giorni per infarto è del 5,7 per cento (Italia 7,1), per ictus ischemico del 7,4 (Italia 9,4). Nel lungo periodo la mortalità per tumore scende da 426 a circa 277 decessi per centomila uomini e da 215 a 176 per le donne, mentre le malattie cardiovascolari fanno segnare un -46 per cento in vent’anni, a fronte di un -27 per cento nazionale.
Dietro ai numeri c’è una macchina che gira: oltre 57.800 addetti, 7.300 medici ospedalieri, 1.300 medici di famiglia, 17.100 infermieri, 6.000 Oss e una spesa sanitaria 2024 di circa 7,2 miliardi, pari a 2.180 euro a testa. La Toscana è una delle quattro regioni in “fascia verde” per equilibrio economico‑finanziario e può permettersi di investire più della media in prevenzione e programmare nuovi interventi.

Il prospetto sulle sfide future presentato alla fine del rapporto
Insomma, per una volta i toscani possono prendersela comoda: tra camminate, verdure, screening e ospedali, la statistica dice che hanno buone possibilità di godersi la pensione (e forse anche qualche lampredotto) più a lungo degli altri.
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