La storia
Il Gao Brinella è capolista dell'Under 18
I campionati amatoriali di volley organizzati dal comitato Uisp Grosseto entrano nella loro fase conclusiva, ma accanto ai risultati e alle classifiche c’è una storia che va oltre il punteggio e racconta il senso più autentico dello sport di base. È quella della comunità di Nomadelfia, protagonista nel torneo Under 18 e capace di dare al campionato un valore che supera la semplice competizione.
Sul campo, l’Under 18 ha visto nell’ultimo turno le nette vittorie dell’Uisp Comitato Territoriale sulla Pallavolo Grosseto e del Gao Brinella su Nomadelfia Sport. In classifica, in vista dei playoff, il Gao Brinella guida a punteggio pieno con 20 punti, seguito da Giorgio Peri (16), Uisp (9), Pallavolo Grosseto (3) e Nomadelfia ancora a zero. Numeri che raccontano solo una parte della storia.
Nomadelfia rappresenta infatti una delle realtà più significative dell’intero campionato: una presenza che incarna pienamente i principi promossi dalla Uisp, dove lo sport è strumento di crescita, inclusione e relazione. La squadra è composta interamente da ragazze ospitate nella comunità, per le quali il campionato non è solo una serie di partite, ma un percorso educativo e umano.
A spiegarlo è l’allenatrice Chiara Diazzi: «Sono molto contenta perché le ragazze stanno crescendo. Il nostro obiettivo principale non era tanto la vittoria, quanto imparare a fare squadra, stare insieme, aiutarsi e rispettarsi l’un l’altra». La partecipazione al campionato Uisp diventa così un’occasione concreta per portare in palestra i valori fondanti della comunità: «Ci permette di far fare sport ai nostri ragazzi portando avanti i nostri principi: far giocare tutti, partecipare e mettere il massimo impegno in campo».
Un messaggio che si inserisce perfettamente nello spirito dei campionati amatoriali, dove la competizione convive con l’attenzione alle persone. Lo dimostra anche l’approccio delle squadre di vertice. Il Gao Brinella, capolista dell’Under 18, guarda ai risultati senza perdere di vista la dimensione educativa. «Siamo in testa – spiega l’allenatore Andrea Bartolini – ma abbiamo affrontato anche partite molto difficili».
Per la formazione lagunare, che oggi gioca a Porto Santo Stefano, questa stagione rappresenta una rinascita dopo anni complessi segnati dalla chiusura del palazzetto di Orbetello: «La squadra si è rinnovata e, grazie alla riconsegna dell’impianto, possiamo finalmente allenarci con continuità, unendo ragazze di Orbetello, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e Albinia».
Anche per chi lotta ai vertici, però, il risultato non è l’unico obiettivo: «Volevamo far divertire le ragazze in un campionato alla loro portata, evitando trasferte troppo impegnative e favorendo la socializzazione e il piacere di stare insieme».
È in questo contesto che la presenza di Nomadelfia assume un significato ancora più forte: dimostra come un campionato amatoriale possa diventare uno spazio di incontro tra realtà diverse, capace di accogliere, valorizzare e includere. Un esempio concreto di come lo sport, quando resta fedele ai suoi valori, sappia essere molto più di una classifica.
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