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Dalla Maremma alle aree interne: monitoraggio satellitare e investimenti per la sicurezza della Toscana

Giovanni Ramiri

07 Febbraio 2026, 10:56

Dalla Maremma alle aree interne: monitoraggio satellitare e investimenti per la sicurezza della Toscana

La presentazione in Regione

Negli ultimi giorni il tema delle frane è tornato al centro del dibattito nazionale, riportando l’attenzione sulla fragilità strutturale di molti territori italiani. La Regione Toscana è pienamente consapevole di operare in un contesto complesso e delicato, caratterizzato da un’elevata esposizione al rischio idrogeologico: una criticità che riguarda l’intera regione, dalla dorsale appenninica fino alle aree collinari e costiere, comprese zone di straordinaria bellezza ma anche di grande vulnerabilità come la Maremma, patrimonio ambientale e paesaggistico che necessita di cure e attenzioni costanti.

Il punto sulla situazione del territorio toscano è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Eugenio Giani, dal sottosegretario Bernard Dika e dal direttore della Difesa del Suolo e Protezione Civile Giovanni Massini, con il contributo di esperti scientifici e tecnici, tra cui il professor Nicola Casagli dell’Università di Firenze e rappresentanti dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale.

Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, oltre il 72% del territorio regionale toscano è interessato da aree a rischio frana, per una superficie complessiva superiore a 16.500 km². Le zone classificate a pericolosità elevata e molto elevata rappresentano circa il 21% del territorio regionale, una percentuale superiore alla media nazionale, anche grazie a un livello di mappatura e analisi particolarmente approfondito.

I fenomeni franosi che interessano la Toscana sono molto diversi tra loro: alcuni evolvono lentamente nel tempo, altri si manifestano in modo improvviso, spesso in concomitanza con eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Questo vale anche per territori come la Maremma, dove l’equilibrio tra natura, attività umane e infrastrutture è particolarmente delicato.

Per affrontare questa sfida, la Regione Toscana ha adottato un approccio integrato che unisce monitoraggio avanzato, prevenzione, pianificazione territoriale e gestione operativa. Dal 2018 la Toscana utilizza in modo strutturato il monitoraggio satellitare radar per l’individuazione delle frane lente, un sistema all’avanguardia che consente di rilevare movimenti del suolo anche di pochi millimetri all’anno. I dati, elaborati dall’Università di Firenze, vengono raccolti in bollettini mensili a supporto delle decisioni degli enti locali. La Toscana è ad oggi la prima e unica Regione in Italia ad aver reso questo strumento pienamente operativo nella gestione del territorio.

“Sul tema delle frane – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani – la Regione Toscana si distingue a livello nazionale per aver investito con risorse proprie in un sistema di monitoraggio satellitare che consente di ‘leggere’ il territorio e intervenire in modo preventivo. Negli ultimi cinque anni siamo riusciti a operare in almeno 500 casi, investendo oltre 200 milioni di euro per la messa in sicurezza dei movimenti franosi”. Il presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di una normativa nazionale che permetta di estendere questo modello a tutte le Regioni, annunciando anche la disponibilità della Toscana a collaborare con altri territori, come la Sicilia, colpiti recentemente da gravi eventi.

Tra gli strumenti messi in campo vi è anche lo studio di suscettibilità da frana, elaborato dalla Commissione scientifica istituita dopo l’alluvione del novembre 2023, che individua le aree maggiormente predisposte all’innesco di frane rapide, fornendo indicazioni fondamentali per la pianificazione urbanistica e la prevenzione.

La gestione operativa è garantita da procedure unitarie e da un tavolo tecnico permanente che coinvolge Regione Toscana, Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale e Università di Firenze, assicurando coordinamento e supporto ai Comuni sia in fase preventiva sia in emergenza. Complessivamente, negli ultimi cinque anni, la Regione ha mobilitato oltre 200 milioni di euro per più di 500 interventi di prevenzione e messa in sicurezza, a tutela dei cittadini e di un territorio straordinario, come la Maremma e l’intera Toscana, che va protetto con responsabilità, competenza e visione di lungo periodo.

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