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La decisione

L'Amiata è una montagna, ma non troppo: solo due Comuni su nove riconosciuti dal ministero

Giovanni Ramiri

07 Febbraio 2026, 10:46

L'Amiata è una montagna, ma non troppo: solo due Comuni  su nove riconosciuti dal ministero

Il Monte Amiata (Isa Impianti) e Leonardo Marras

Castel del Piano e Semproniano tornano ufficialmente tra i Comuni Montani. È questo l’esito della nuova classificazione approvata al termine della Conferenza Unificata, che corregge la prima bozza di Dpcm dello scorso dicembre e restituisce il riconoscimento a territori inizialmente esclusi sulla base di criteri giudicati eccessivamente rigidi.

Una revisione che arriva dopo settimane di proteste e prese di posizione da parte degli enti locali. Già il 23 dicembre scorso l’Unione dei Comuni Amiata Grossetana aveva espresso una netta contrarietà alla proposta iniziale, ritenuta incapace di rappresentare la reale complessità delle aree montane e delle zone interne, soprattutto in territori omogenei per caratteristiche ma trattati in modo diseguale.

Ora, con il passo indietro del Governo, tutti i Comuni dell’Unione Amiata Grossetana rientrano nella classificazione di Comuni Montani, un risultato accolto con soddisfazione dal presidente Federico Balocchi. «Apprezziamo che il ministro Calderoli abbia ascoltato le richieste che arrivavano dai territori – sottolinea Balocchi –. La prima bozza era fortemente penalizzante perché applicava criteri diversi a realtà oggettivamente simili, spesso distanti solo pochi chilometri tra loro. Il ritorno alla classificazione montana per tutti i Comuni dell’Unione è un risultato importante».

Il ministro Calderoli

Il presidente dell’Unione ringrazia ANCI, le Regioni e i parlamentari che si sono impegnati nella revisione del provvedimento, ma guarda già oltre la definizione formale. «La vera sfida adesso è trasformare questa classificazione in benefici concreti – aggiunge –: servono risorse, politiche adeguate e opportunità reali per contrastare lo spopolamento, sostenere i servizi e valorizzare le risorse della montagna».

Se da un lato arriva il sollievo per il recupero di Castel del Piano e Semproniano, dall’altro il quadro complessivo lascia più di una perplessità. Solo nove Comuni su ventotto della provincia di Grosseto risultano oggi classificati come montani, mentre altri territori che in passato godevano di questo riconoscimento ne sono stati esclusi. Una scelta che, secondo Regione Toscana, non restituisce la complessità geografica, economica e sociale della Maremma.

Federico Balocchi

A dirlo sono Leonardo Marras, assessore regionale all’economia, turismo e agricoltura, e la consigliera regionale Lidia Bai, che parlano apertamente di un territorio «frustrato e penalizzato». «La montanità non può essere ridotta a un semplice parametro altimetrico o statistico – spiegano –. Nella Maremma interna pesano lo spopolamento, la carenza di servizi essenziali, le difficoltà infrastrutturali e i maggiori costi sostenuti da cittadini e imprese. Sono questi gli elementi che incidono davvero sulla qualità della vita e sulla competitività del sistema economico».

Secondo Marras e Bai, ridurre il numero dei Comuni riconosciuti come montani significa limitare le opportunità di sviluppo per territori già fragili dal punto di vista demografico e produttivo, con il rischio di ampliare i divari invece di colmarli. Una decisione che appare in contrasto con gli sforzi messi in campo dalla Regione per sostenere i piccoli Comuni e le economie locali.

«Non si tratta di una battaglia simbolica – concludono – ma di una questione concreta che riguarda lavoro, servizi e prospettive di crescita. Le imprese agricole, turistiche e artigianali operano in condizioni di oggettiva difficoltà e hanno bisogno di strumenti adeguati per restare competitive».

«Castel del Piano rientra a pieno titolo tra i Comuni montani perché l’analisi iniziale del Governo non fotografava correttamente la realtà del territorio», sottolinea la sindaca Cinzia Pieraccini, chiarendo come «la revisione del decreto non rappresenti una concessione, ma un semplice e doveroso riallineamento». «Castel del Piano torna esattamente nel perimetro che gli compete, quello dei territori che ogni giorno affrontano le difficoltà strutturali tipiche della montagna».

Cinzia Pieraccini

Secondo la prima cittadina, «sarebbe stato illogico escludere il Comune da una classificazione pensata proprio per contrastare la marginalità» e per garantire alle aree interne l’accesso alle misure di sostegno previste. «La revisione del sistema non è mai stata messa in discussione in sé, ma nelle modalità con cui era stata inizialmente impostata», basate su criteri incapaci di cogliere la complessità reale dei territori.

«La battaglia portata avanti dall’amministrazione comunale aveva un obiettivo chiaro: chiedere allo Stato un’analisi più corretta e legittima della geografia dei Comuni montani», anche come forma di riconoscimento verso «quelle imprese e quelle attività economiche che continuano a investire e a resistere in contesti difficili come quello amiatino».

«Castel del Piano vive quotidianamente le criticità ma anche il valore e la bellezza della montagna», conclude la sindaca. «Per questo è giusto che rientri pienamente nel quadro normativo che tutela questi territori, al di là del fatto che parte del Comune si estenda a quote altimetriche più basse rispetto alla vetta».

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