La rubrica
Il Geoturismo, come nuova frontiera per conoscere le caratteristiche geologiche e socio-culturali di un luogo, rappresenta uno strumento efficace di divulgazione e valorizzazione territoriale. Ne sono un esempio i numerosi Geoparchi e/o aree a Parco Nazionale, in cui si trovano Geositi ed ambienti modellati dalle dinamiche terrestri.
L’attività del geoturismo può essere svolta da chiunque sia interessato alla storia del Pianeta Terra, spesso in associazione alla pratica di sport all’aria aperta. Nello specifico, il Geoturismo urbano consente di apprezzare l’utilizzo delle rocce, poi divenute pietre, per la costruzione di strutture abitative, che molto spesso rispecchiano le risorse geologiche locali. Inoltre, non meno importante, è l’utilizzo di emergenze naturalistiche positive come attrazione per utenti appartenenti a diversi target di età ed estrazione sociale.
Tutta l’area di studio geoturistico, fra Sorano e Pitigliano in Maremma, è ricoperta dai depositi vulcanici del complesso vulsino. Si tratta di una zona a confine fra Toscana, Umbria e Lazio, caratterizzata dalla presenza di numerose strutture vulcaniche ormai perlopiù inattive.
Procedendo da nord dell’areale si incontra l’abitato di Sorano, per poi proseguire verso Pitigliano. In quest’area sono presenti depositi vulcanici, prevalentemente flussi piroclastici con matrice gialla, bianca o rosata. Il paesaggio, per come lo conosciamo oggi, deve la sua bellezza anche all’azione degli agenti atmosferici, che hanno scavato i banchi di roccia, creando balze e calanchi dall’effetto visivo spettacolare.
In quest’area sono presenti numerosi Geositi, anche di grande estensione spaziale. L’intero “altipiano” su depositi vulcanici offre spunti significativi per la delimitazione di aree di interesse geologico.
Le ripide pareti delle rupi su cui sorgono Sorano e Pitigliano costituiscono affioramenti in posto, rappresentando un Geosito unico per continuità spaziale superficiale e in quota.
Nei pressi delle rupi si sviluppano le Vie Cave, tipiche incisioni antropiche di epoca etrusca. Di particolare interesse è il sito di Vitozza, antico insediamento con grotte e pertugi scavati nella roccia vulcanica, oltre a necropoli con tombe etrusche interne ai banconi piroclastici. Più a sud si trovano le Terme di Saturnia, nel comune di Manciano, caratterizzate da cascatelle formate prevalentemente su travertino.
I borghi di Pitigliano e Sorano rappresentano un unicum nel proprio genere. Qualunque sia la direzione di provenienza, questa zona di confine della Maremma Toscana appare incastonata tra boschi e strade rurali tortuose, all’interno del Parco Archeologico Città del Tufo.
Pur non essendo lontani dal mare, questi centri conservano sapori e tradizioni dell’entroterra, a partire dall’enogastronomia, con salumi, carni pregiate e vini vulcanici. I vitigni, infatti, crescono sopra spessi banconi di materiale vulcanico solidificato, e il tufo conferisce ai vini caratteristiche uniche di territorialità, oggetto di diversi studi scientifici.
Nelle grotte artificiali si sviluppano condizioni ottimali di temperatura e umidità per la maturazione e conservazione di vini e prodotti alimentari. Nei centri storici sono presenti mura e abitazioni costruite interamente in pietra di origine vulcanica, come nella vicina Sovana.
Un elemento fortemente caratterizzante del paesaggio è rappresentato dalle Vie Cave, che si diramano alla base dei banconi rocciosi, collegando siti anche molto distanti tra loro. Queste antiche direttrici etrusche conducono spesso alle imponenti necropoli, dove la roccia è stata escavata con estrema precisione, dando origine a nicchie e tunnel funerari.
Nei pressi di Sorano si trova nuovamente Vitozza, dove l’attività antropica aveva anche finalità produttive: piccole cavità nelle pareti di roccia vulcanica erano utilizzate per l’allevamento dei volatili, rendendo le comunità autosufficienti, come avveniva anche nella vicina Orvieto.
Le terre della Maremma possono essere visitate agevolmente attraverso geoturismo e trekking. Numerosi sentieri si snodano tra Vie Cave e strade rurali, collegando l’entroterra al litorale tirrenico.
Utilizzando biciclette a pedalata muscolare o assistita, è possibile attraversare entrambi i borghi in una sola giornata, alternando soste enogastronomiche e storico-culturali. Da nord a sud si ripercorre la storia del popolo etrusco, che ha saputo modellare e adattarsi alla tenera ma resistente roccia vulcanica.
L’area è facilmente raggiungibile da diverse località del Centro Italia, come Orvieto, Grosseto o il Lago di Chiusi.
Si ringraziano per testo e foto Stefano Farinelli, Federico Famiani, Caterina Zei
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