Il progetto
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Il cinema non è solo un fascio di luce che attraversa il buio di una sala, ma una traccia indelebile dell’identità di un popolo. Con questa consapevolezza, la Mediateca Digitale della Maremma ha dato vita alla Casa del Cinema, uno spazio aperto e partecipato nel cuore pulsante del centro storico di Grosseto. Non si tratta di un semplice archivio, ma di un polmone culturale che trasforma il Chiasso delle Monache in un laboratorio dove il passato incontra le tecnologie del futuro, grazie all’impegno dell’associazione Kansassìti APS.
Le radici di questo progetto affondano nel 2004, ma è dal 2021 che la struttura ha impresso una svolta decisiva, ottenendo per quattro anni consecutivi il prestigioso riconoscimento del Ministero della Cultura. Un risultato d’eccellenza che ha permesso di digitalizzare e mettere in sicurezza oltre 500 bobine cinematografiche e centinaia di materiali su nastro magnetico. Le immagini recuperate raccontano i momenti cruciali della storia locale e nazionale: dalle epiche bonifiche contro la malaria del 1936 alle drammatiche sequenze dell’alluvione del 1966, fino alla leggerezza di Fausto Coppi in maglia rosa durante il Giro d'Italia.

Fondamentale in questo percorso è stato il sostegno della Fondazione CR Firenze, del Comune di Grosseto e della Provincia, che hanno permesso di dotare la struttura di apparecchiature all'avanguardia e risorse umane qualificate. «Con questo nuovo spazio culturale – afferma Carlo Vellutini, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione CR Firenze – si inaugura un luogo vivo, dove la memoria audiovisiva di un territorio diventa patrimonio condiviso e leva per il futuro. Salvare, digitalizzare e rendere accessibili immagini e testimonianze significa custodire l’identità collettiva e, allo stesso tempo, offrire nuove opportunità di conoscenza, partecipazione e crescita sociale».
La visione della Casa del Cinema per il prossimo futuro è ambiziosa e guarda già al 2026. Tra i macro-obiettivi figurano l'allestimento di un angolo museale permanente con cimeli vintage della famiglia Bernazzani e l'adesione alla rete GROBAC, che trasformerà le biblioteche della provincia in centri di raccolta per le pellicole di famiglia dei cittadini. Non mancano le scoperte di immenso valore storico, come il fondo “Serra”, composto da circa 200 sceneggiature originali di film mai realizzati, o la collaborazione con il Parco della Maremma per il recupero di bobine inedite sulla sua nascita negli anni Settanta.

Oltre alla conservazione, la struttura pulsa di vita grazie a una rete di associazioni che garantisce una programmazione costante. Dal Clorofilla Film Festival alle lezioni della scuola Storie di Cinema, dalle proiezioni estive sui bastioni curate da Vie dell’Orto fino ai progetti di riqualificazione urbana di C.L.A.N., la Casa del Cinema si configura come un vero motore di rigenerazione. «La cultura, quando è capace di unire archivi, comunità e nuove generazioni, diventa un vero motore di rigenerazione territoriale», conclude Vellutini. È questa la promessa della Mediateca: fare in modo che ogni fotogramma recuperato diventi un pezzo del futuro di una comunità intera.
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