Venerdì 06 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Sanità

Il vetrino va online: in Toscana diagnosi più rapide grazie alla patologia digitale

Oltre 450mila prestazioni l’anno interessate dal nuovo sistema

Roberto Bata

04 Febbraio 2026, 17:17

Il vetrino va online: in Toscana diagnosi più rapide grazie alla patologia digitale

Una dottoressa nel laboratorio analisi (Immagine Ai)

I tradizionali vetrini istologici e citologici usati in anatomia patologica vengono trasformati in immagini digitali ad alta risoluzione, archiviati e condivisi su una nuova piattaforma informatica regionale dedicata alla patologia digitale. Il progetto è uno dei oltre settanta interventi di innovazione finanziati con i fondi per la digitalizzazione del Pnrr nella sanità toscana.

Secondo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, «il digitale rappresenta la sfida del presente e del futuro, soprattutto in sanità» perché permette una raccolta di dati di qualità, uno scambio più veloce di informazioni cliniche tra professionisti e aziende e più servizi per i pazienti, comprese le cure da remoto come la telemedicina. Con i vetrini digitali i patologi possono consultare i casi a distanza, confrontarsi in tempo reale con colleghi di altri ospedali e accelerare i tempi di diagnosi, soprattutto per i casi più complessi.

Eugenio Giani (foto LaPresse)

Il nuovo sistema migliora anche l’organizzazione del lavoro: i file digitali sono archiviati in modo strutturato, tracciabili e facilmente recuperabili, riducendo il rischio di errori o smarrimenti rispetto ai vetrini fisici. Il passo successivo, già allo studio, è l’uso di strumenti di intelligenza artificiale (da validare e certificare) a supporto dell’analisi delle immagini per aumentare accuratezza ed efficienza delle diagnosi.

La patologia digitale è un progetto regionale che coinvolge tutte le aziende sanitarie e ospedaliero–universitarie toscane e ha avuto una prima fase pilota a Careggi finanziata con 400 mila euro da un bando di ricerca Covid-19 nel 2020. Oggi tutte le anatomie patologiche pubbliche regionali sono collegate al nuovo sistema informativo e la maggior parte è dotata di almeno uno scanner per la lettura dei vetrini, così da rendere operativi flussi digitali in numerosi ambiti clinici.

Monia Monni (Foto LaPresse)

L’assessora al diritto alla salute Monia Monni sottolinea che il vetrino digitale significa per i pazienti «diagnosi più rapide e referti di qualità migliore, maggiore uniformità sul territorio e accesso più semplice a seconde opinioni specialistiche». Per il sistema sanitario vuol dire invece «efficienza, collaborazione in rete tra strutture e valorizzazione delle competenze», rendendo l’anatomia patologica toscana più moderna e capace di affrontare le sfide della medicina di precisione.

La telepatologia funzionerà su più livelli, con scambi e consulti:

  • all’interno dei singoli presidi

  • tra presidi diversi

  • con centri specialistici nazionali e internazionali.

Il primo ambito applicativo è la dermopatologia, coordinata dall’Azienda ospedaliero–universitaria di Careggi.

Ogni anno le anatomie patologiche toscane eseguono oltre 450 mila prestazioni (indagini istologiche, citologiche e di diagnosi molecolare), spesso su pazienti oncologici, e il vetrino digitale verrà utilizzato soprattutto nei casi più complessi. Un’ulteriore novità riguarda i referti di anatomia patologica, che saranno pubblicati nel fascicolo sanitario elettronico e consultabili online dai cittadini: ad aprire la strada è in questi giorni l’Asl Toscana Nord Ovest.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie