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Storia

Addio a Morea del Bernasconi: il paese perde la sua regina dei tortelli

Ad aprile avrebbe compiuto 101 anni, per decenni ha guidato i fornelli del bar‑ristorante

Federico Catocci

04 Febbraio 2026, 15:34

Addio a Morea del Bernasconi: Braccagni perde la regina dei tortelli

Morea Pepi Bernasconi

Braccagni piange la scomparsa di Morea Pepi Bernasconi, storica cuoca e anima del bar‑ristorante della stazione, famoso in tutta la Maremma per i tortelli e la cucina di tradizione contadina. Morea ha lasciato questo mondo il 2 febbraio, e sarà sempre ricordata per le sue doti umane e culinarie. Queste ultime riconosciute oltre i confini della provincia grazie alla fama raggiunta a cavallo tra gli anni '60 e '70 quando insieme al marito Gianfranco Bernasconi hanno posto le basi della fama del "ristorante da Bernasconi", vero punto di riferimento per la cucina tipica.

Per decenni Morea ha lavorato dietro ai fornelli del locale affacciato sulla vecchia Aurelia e accanto alla ferrovia, trasformando un punto di sosta per viaggiatori, pendolari e camionisti in un riferimento fisso per chi cercava piatti casalinghi e porzioni generose. I tortelli maremmani, in particolare, sono diventati il simbolo della casa: ricetta semplice, pasta tirata a mano e ripieno ricco, al centro di pranzi domenicali e cene di lavoro che hanno fatto conoscere il nome “Bernasconi” ben oltre i confini della frazione.

Nata nel 1925, Morea avrebbe compiuto 101 anni questo aprile 2026. I suoi anni sono stati segnati da eventi drammatici come il bombardamento del 1944, di cui aveva conservato un ricordo lucidissimo raccontato di recente alla comunità, ma anche da grandi soddisfazioni e gioie. La sua vita è stata legata a doppio filo al bar della stazione: prima come punto di appoggio per i lavoratori della campagna, poi come tappa per chi scendeva dal treno e trovava, insieme al caffè, un sorriso e una parola di benvenuto.

Con la sua morte Braccagni perde non solo una centenaria, ma una delle protagoniste della memoria collettiva del paese: una donna che, con il lavoro quotidiano in cucina e fuori con la comunità, ha contribuito a costruire sì la fama dei tortelli di Bernasconi ma anche un pezzo importante dell’identità maremmana.

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