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Sanità

Grosseto pioniera nella riabilitazione post ictus: la realtà mista arriva in corsia

Giovanni Ramiri

04 Febbraio 2026, 14:20

Grosseto pioniera nella riabilitazione post ictus: la realtà mista arriva in corsia

Una riabilitazione e Mauro Mancuso

All’Ospedale Misericordia di Grosseto prende il via una delle prime applicazioni pratiche della realtà mista nella riabilitazione post ictus ischemico. L’attività è stata avviata nel reparto di Recupero e rieducazione funzionale – Area Grossetana dell’Asl Toscana Sud Est, con l’obiettivo di migliorare il recupero cognitivo e motorio dei pazienti durante la degenza.

Da ottobre 2025, infatti, il reparto di Riabilitazione ha intrapreso lo studio dal titolo «Mi.Re.Co.Mo.Re: realtà mista per la riabilitazione cognitiva e motoria», un progetto di ricerca innovativo che punta a integrare le tecnologie immersive nei percorsi terapeutici tradizionali.

«Le ultime evidenze scientifiche – spiega Mauro Mancuso, direttore della Uoc Recupero e rieducazione funzionale dell’Ospedale Misericordia – hanno dimostrato che i pazienti colpiti da ictus ischemico possono beneficiare di trattamenti riabilitativi svolti in ambienti arricchiti e stimolanti».

Secondo Mancuso, questo approccio può favorire il miglioramento di funzioni cognitive superiori come memoria, attenzione, linguaggio e capacità di problem solving. «La realtà virtuale mista potrebbe diventare uno strumento fondamentale non solo per chi ha esiti di ictus, ma anche per pazienti con altre patologie neurologiche», aggiunge.

Lo studio, finanziato dalla Fondazione CR Firenze, è condotto dallo stesso Mancuso in collaborazione con l’Università svedese di Umea. Dopo l’approvazione del Comitato Etico locale, il trattamento è iniziato a gennaio con l’arruolamento del primo paziente consenziente.

Il cuore del progetto è l’utilizzo di un visore che permette ai degenti di svolgere esercizi riabilitativi attraverso i cosiddetti Serious Game, attività con solide basi neurocognitive presentate però in forma ludica e interattiva.

«Grazie a queste modalità – sottolinea Mancuso – la sessione riabilitativa diventa un’esperienza coinvolgente, nella quale i pazienti possono ottenere ottimi risultati nel recupero delle funzioni cognitive e motorie, divertendosi».

Soddisfazione anche da parte della Fondazione CR Firenze. «Sostenere ricerca e innovazione in ambito sanitario significa investire direttamente nella qualità della vita delle persone», afferma Carlo Vellutini, membro del CdA.

«Abbiamo scelto di supportare un progetto che porta per la prima volta la realtà mista dentro un percorso di riabilitazione post ictus. La collaborazione tra l’Ospedale di Grosseto e l’Università di Umea è un esempio virtuoso di come competenze cliniche e ricerca internazionale possano tradursi in strumenti nuovi ed efficaci».

Una sanità sempre più avanzata e tecnologica, dunque, che guarda alle sfide del futuro partendo dall’innovazione applicata alla cura quotidiana.

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