Il servizio
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana
Garantire l’accesso a Internet anche nelle zone più isolate e difficili da raggiungere: è questo l’obiettivo della nuova norma che la Regione Toscana sta studiando per arrivare alla copertura totale del territorio regionale.
Un tema particolarmente sentito nella provincia di Grosseto, una delle aree più estese della Toscana e caratterizzata da numerose frazioni, borghi e territori rurali che ancora oggi soffrono di connessioni lente o assenti. Le cosiddette aree svantaggiate rappresentano una sfida concreta per cittadini, imprese e servizi pubblici.
Ad annunciare l’iniziativa è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, spiegando che la Toscana ha recentemente modificato il proprio statuto introducendo il diritto alla connettività come principio fondamentale.
“Non devono esserci territori di serie A, nei quali si accede alla Rete, e territori di serie B nei quali non è possibile farlo”, ha dichiarato Giani, sottolineando come la copertura garantita finora dai gestori privati si attesti intorno al 70% del territorio regionale.
Proprio per colmare questo divario, la Regione intende farsi carico del completamento della rete, ma chiede anche un contributo specifico agli operatori di telefonia mobile che già operano in Toscana attraverso impianti ripetitori.
L’idea è quella di introdurre un contributo di scopo, a carico dei gestori, destinato esclusivamente alla realizzazione di infrastrutture nei territori della cosiddetta Toscana diffusa: zone interne, montane e rurali, come molte aree del Grossetano.
Una misura che potrebbe avere ricadute importanti per la provincia, dove la mancanza di connettività incide su aspetti essenziali della vita quotidiana: dallo smart working ai servizi sanitari digitali, dalla scuola alle opportunità economiche per le aziende agricole e turistiche.
La Regione sta ultimando lo studio della materia e punta a presentare a breve una legge attuativa che renda concreto il principio statutario, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una Toscana interamente connessa, senza esclusioni.
Nel caso della provincia di Grosseto, il tema assume un valore ancora più strategico: territori come l’Amiata grossetana, le zone rurali della Maremma interna, le Colline Metallifere e molte piccole frazioni distanti dai centri principali vivono quotidianamente il problema del digital divide.
In queste aree la connessione non è soltanto una questione tecnologica, ma una condizione necessaria per garantire pari diritti e opportunità: poter studiare, lavorare, accedere ai servizi pubblici online e mantenere vive comunità che rischiano altrimenti isolamento e spopolamento.
La nuova legge regionale potrebbe quindi rappresentare un passaggio decisivo per portare infrastrutture moderne anche dove il mercato, da solo, non è riuscito ad arrivare, rendendo finalmente la connettività un diritto reale e non solo teorico.
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