Cronaca
Gli scontri (foto: LaPresse)
Secondo le prime indiscrezioni riportate dai quotidiani come Il Tirreno e La Nazione, ci sarebbe un ventiduenne residente sull'Amiata grossetana tra i primi arrestati per l'aggressione al poliziotto ventinovenne Alessandro Calista. Un'aggressione avvenuta in occasione degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine ieri, sabato 31 gennaio, a Torino.

Il corteo del 31 gennaio - foto: LaPresse
La manifestazione era stata autorizzata, e si era svolta pacificamente durante la giornata vedendo un corteo sfilare in sostegno di Askatasuna, centro sociale torinese i cui locali sono stati sgomberati dalla Digos all'alba del 18 dicembre 2025.
Dopo che il corteo si è diviso in diversi pezzi, con il calar del sole, una frangia più violenta ha dato vita a scontri tra forze dell'ordine e manifestanti.
Il poliziotto Alessandro Calista del reparto mobile di Padova, dopo aver perso il casco protettivo, è stato aggredito da una decina di persone con calci e pugni e colpito con un martello.

Momenti di tensione - foto: LaPresse
Il giovane, come riporta anche Il Tirreno, sarebbe stato arrestato in flagranza differita (identificato tramite materiali video) e accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni.
A carico del ventiduenne ci sarebbero anche accuse di violenza a pubblico ufficiale e rapina in concorso. Quest'ultima accusa deriverebbe dal fatto che il ragazzo farebbe parte dello stesso gruppo che, prima dell'aggressione, avrebbe privato il poliziotto dello scudo protettivo, della maschera antigas e di altri dispositivi in dotazione. In altre riprese al vaglio degli inquirenti, secondo quanto riportato dal quotidiano toscano, si vedrebbe l'accusato lanciare corpi contundenti in direzione delle forze dell'ordine.
Durante gli scontri sono rimaste ferite decine di operatori delle forze dell'ordine. E al momento sarebbero tre gli arrestati, e 24 le persone denunciate e fermate. Le immagini sono ancora al vaglio degli inquirenti, che hanno sequestrato il materiale usato dai violenti trovato nascosto dentro gli zaini ( come chiavi inglesi, coltelli e sassi). Sarebbero oltre 700 le persone identificate.
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