SCUOLA
Inaugurato l'orto didattico con le prime coltivazioni
Alla scuola primaria “Federigo Tozzi” di Paganico è stato presentato il nuovo orto didattico realizzato dal Distretto Biologico del Montecucco. L’iniziativa, che ha preso il via giovedì 29 gennaio, nasce per avvicinare i bambini al mondo dell’agricoltura biologica e per promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza di un’alimentazione sana, stagionale e legata al territorio.
In questa prima fase il progetto coinvolge come scuole pilota le primarie di Paganico e Cinigiano, con l’obiettivo di estenderlo nei prossimi anni agli altri comuni che aderiscono al Distretto Biologico del Montecucco. Una volta allestito l’orto, gli alunni si prenderanno cura delle piante seguendo le fasi di coltivazione e irrigazione, affiancati da esperti del settore e dal prezioso contributo dei “nonni contadini”, chiamati a trasmettere saperi e pratiche tradizionali.
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Le prime coltivazioni dell'orto
Al termine del percorso è previsto un evento conclusivo aperto a genitori e comunità, insieme alle insegnanti, per raccogliere i frutti del lavoro svolto e condividere l’esperienza educativa. L’iniziativa rappresenta un importante momento di educazione ambientale e di collaborazione tra scuola, istituzioni e territorio.
All’inaugurazione sono intervenuti Alessandra Biondi, sindaco di Civitella Paganico, Francesco Saverio Benedetti, presidente del Distretto Biologico del Montecucco e dirigente di ColleMassari, Giuliano Guerrini, responsabile agronomo di ColleMassari e altre aziende associate al Distretto.

L'inaugurazione dell'orto didattico
Nei prossimi giorni è prevista l’inaugurazione dell’orto didattico anche alla scuola primaria di Cinigiano, per proseguire il percorso di sensibilizzazione sulle tematiche del biologico e del cibo sano nelle scuole del territorio.
L’inaugurazione dell’orto didattico alla scuola primaria “Federigo Tozzi” di Paganico rappresenta un tassello concreto di un percorso più ampio che il Distretto Biologico del Montecucco sta portando avanti per radicare la cultura del biologico nelle giovani generazioni. Non si tratta solo di piantare semi e annaffiare aiuole, ma di costruire un vero laboratorio all’aria aperta dove i bambini possono osservare da vicino il ciclo delle stagioni, comprendere da dove arriva il cibo e imparare che dietro ogni frutto ci sono tempo, cura e rispetto per la natura.
In questo senso, l’orto scolastico diventa un ambiente educativo trasversale: qui si intrecciano scienze, educazione ambientale, matematica, ma anche educazione civica e lavoro di squadra. Ogni alunno è chiamato a prendersi cura di una porzione di terreno, a condividere i compiti con i compagni, a rispettare turni e regole; un modo semplice e concreto per sviluppare senso di responsabilità, capacità di cooperare e attenzione all’ambiente, competenze che resteranno utili ben oltre i confini della scuola.
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I bambini insieme durante le prime piantumazioni
Il coinvolgimento dei “nonni contadini” aggiunge un ulteriore livello di valore al progetto, perché permette di mettere in dialogo generazioni diverse e di tramandare saperi agricoli che rischiano di andare perduti. I bambini possono ascoltare racconti di vita nei campi, imparare gesti e tecniche tradizionali, confrontandoli con le pratiche del biologico promosse oggi dal Distretto: una sintesi tra tradizione e innovazione che rafforza l’identità rurale del territorio.
Progetti come questo, inoltre, hanno una ricaduta positiva anche sul fronte turistico e di immagine: educare i più piccoli al valore del biologico significa formare futuri cittadini e consumatori più consapevoli, in linea con la vocazione del Montecucco come distretto d’eccellenza dell’agricoltura sostenibile. Nel medio periodo, una comunità che cresce con questa sensibilità è più pronta a difendere il paesaggio, a sostenere le produzioni locali e a promuovere un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente.
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Alcune delle prime piante
L’estensione dell’esperienza alla scuola primaria di Cinigiano e, progressivamente, agli altri comuni aderenti al Distretto, potrà creare una vera rete di orti didattici, capaci di dialogare tra loro e di diventare luoghi di incontro per famiglie, associazioni e aziende agricole. In questo modo l’orto della “Tozzi” non resta un’iniziativa isolata, ma il primo passo di un percorso che mette al centro i bambini come ambasciatori di una nuova cultura del cibo e dell’ambiente, radicata nella Maremma ma proiettata verso il futuro.
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