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Sanità

La tiroide si spiega nelle scuole: partito il progetto per gli studenti delle superiori

Focus su prevenzione della carenza iodica, ipotiroidismo e assunzione adeguata del sale iodato

Federico Catocci

26 Gennaio 2026, 12:26

La tiroide si spiega nelle scuole: partito il progetto per gli studenti delle superiori

Il dottor Marco Capezzone con una classe

È partito il 23 gennaio il progetto "Spiegare la tiroide nelle scuole", un’iniziativa di educazione alla salute organizzata dalla Uosd di Endocrinologia e dalla Uoc di Pediatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto, in collaborazione con l’Area Dipartimentale Promozione ed Etica della Salute dell’Ausl Toscana Sud Est.

Il primo incontro si è tenuto con le studentesse e gli studenti dell’Istituto comprensivo Vannini-Lazzeretti di Castel del Piano e Arcidosso. Sono intervenuti il dottor Marco Capezzone, direttore della Endocrinologia grossetana, e le dottoresse Alessandra Tabarrini, Alessandra Di Bartolomeo e Federica Esposito della Pediatria.

Da sinistra, la dottoressa Tabarrini, il dottor Capezzone e la dottoressa Di Bartolomeo

Spiegare la tiroide nelle scuole per prevenire la carenza iodica

L’iniziativa si concentra sulla prevenzione della carenza iodica e delle patologie tiroidee attraverso l’assunzione adeguata di sale iodato.

«Il ruolo della ghiandola tiroidea è fondamentale durante tutta la vita, a partire dall’epoca fetale fino alla terza età nel regolare importanti processi, quali lo sviluppo neuropsichico e l’accrescimento somatico nell’età evolutiva, ma anche per la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale, lipidico, glucidico ed osseo e per la fertilità in tutte le età», spiega il dottor Marco Capezzone.

«Lo iodio è essenziale per il corretto sviluppo e funzionamento della ghiandola tiroide - prosegue - e della produzione degli ormoni tiroidei e la carenza di Iodio è una delle cause di ipotiroidismo, congenito ed acquisito».

Il dottor Capezzone durante una dimostrazione tecnica

L’allarme sull’ipotiroidismo congenito

La dottoressa Falorni, direttrice della Uoc di Pediatria, evidenzia i rischi della carenza iodica in gravidanza. «La forma congenita è causata dalla mancata o incompleta formazione della tiroide durante la vita intrauterina ed ha un’incidenza di 1 su 2.000 nuovi nati in Italia. La tiroide comincia a produrre ormoni tiroidei intorno alla 12^ settimana di gravidanza ed è quindi fondamentale che le future mamme acquisiscano un adeguato apporto di iodio per se stesse e per il bambino».

Come descrive la dottoressa, una carenza di questo microelemento può avere un forte impatto negativo sullo sviluppo neurologico e neurocognitivo del nascituro, mentre in età infantile e adolescenziale è essenziale per prevenire il gozzo tiroideo, che colpisce circa 5 milioni di italiani (12% della popolazione), e l’ipofunzionamento della ghiandola.

Ecografie gratuite e sensibilizzazione

Durante gli incontri vengono fornite informazioni sul contenuto di iodio negli alimenti, sul fabbisogno in età evolutiva e sugli effetti della carenza. Agli studenti che aderiranno volontariamente verranno eseguite ecografie tiroidee con un ecografo portatile donato dalla onlus Insieme in Rosa.

«Per migliorare la salute pubblica – conclude il dottor Capezzone – è fondamentale una educazione sanitaria adeguata e la scuola riveste, per questo motivo, un ruolo fondamentale».

L’iniziativa si rivolge alle scuole di primo e secondo grado della provincia di Grosseto, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza dell’assunzione quotidiana di iodio per prevenire le disfunzioni tiroidee.

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