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Quando lo sport diventa benessere: a Grosseto ginnastica dolce per mille persone con la Uisp

Giovanni Ramiri

26 Gennaio 2026, 11:32

Quando lo sport diventa benessere: a Grosseto ginnastica dolce per mille persone con la Uisp

Uno dei corsi organizzati dalla Uisp

A Grosseto e in tutta la provincia, per migliaia di persone fare ginnastica con la Uisp è diventato molto più di un semplice allenamento. È un’abitudine settimanale, un punto di riferimento, in alcuni casi persino un presidio di benessere e socialità. I corsi partono dalla storica sede di via Europa, ma si allargano a macchia d’olio nelle palestre del territorio, costruendo una rete che coinvolge oltre duemila partecipanti.

Dietro a questi numeri c’è un’organizzazione che negli anni ha saputo crescere e adattarsi alle esigenze della popolazione. Non solo fitness in senso stretto, ma attività pensate per tutte le età e per diverse condizioni fisiche. La ginnastica posturale resta la proposta più richiesta, con 29 corsi attivi, affiancata da yoga, ballo, pilates, Qi Gong e altre discipline che intercettano pubblici differenti.

A seguire i corsi ci sono 35 istruttori qualificati, che lavorano ogni giorno con circa mille soci ordinari. A questi si aggiungono i partecipanti ai progetti di attività fisica adattata, ai percorsi di prevenzione del rischio cadute e alle attività rivolte alle persone con disabilità, realizzate insieme alla Fondazione Il Sole. Un impegno che va oltre la palestra e che si inserisce nel più ampio tema della prevenzione e della qualità della vita.

«L’attività fisica è fondamentale, ma non è l’unico aspetto che conta», spiega Ilaria Sguazzini, vicepresidente della Uisp di Grosseto e responsabile dei corsi. «Fare movimento insieme aiuta a uscire di casa, a conoscersi, a non sentirsi soli. Per molte persone è questo l’elemento che fa davvero la differenza».

Una dinamica che emerge chiaramente parlando con chi lavora quotidianamente sul campo. Claudia Stefanini, istruttrice storica, racconta come la ginnastica posturale richiami un pubblico ampio, dai 40 agli 80 anni: «I problemi posturali sono sempre più diffusi. Lavoriamo sulla mobilità della colonna vertebrale, sullo stretching e sul rinforzo muscolare, ma l’obiettivo è il benessere complessivo. E poi c’è la relazione: per alcuni questo è uno dei pochi momenti di socialità della settimana».

Nella palestra di via Portogallo, invece, il pilates cambia il ritmo delle lezioni ma non lo spirito. Angela Sclano coordina gruppi molto partecipati, dove tecnica e relazione camminano insieme: «Il pilates aiuta a muoversi meglio e con più sicurezza, lavorando su stabilità, allineamento e mobilità. Ma durante l’anno nascono anche amicizie vere: si organizza una pizza, una camminata nella macchia. Alla fine si crea un piccolo gruppo che va oltre il corso».

Un mosaico di attività diverse, dunque, tenute insieme da un filo comune: il movimento come strumento per stare meglio, nel corpo e nelle relazioni.

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