Economia
Nella cornice, Carlo De Martis (Grosseto città aperta)
È un giudizio definito “durissimo” quello espresso dalla Corte dei Conti sulla gestione delle società partecipate del Comune di Grosseto. A renderlo noto è Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, che interviene dopo la verifica condotta dai magistrati contabili sul piano di razionalizzazione delle partecipate 2024.
«La Corte dei Conti – afferma De Martis – solleva numerose criticità in termini di trasparenza, analisi dei costi, reclutamento del personale, utilizzo improprio di alcuni proventi e violazione delle prerogative del Consiglio comunale».
Un’analisi approfondita, contenuta in una relazione di oltre quaranta pagine, nella quale il termine criticità ricorrerebbe ventotto volte. Un documento che, secondo Grosseto Città Aperta, sarebbe arrivato sulla scrivania del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’assessore alle partecipate Fabrizio Rossi già lo scorso 22 dicembre, senza però essere reso pubblico.

Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Fabrizio Rossi
«Nonostante la gravità dei rilievi – prosegue De Martis – il sindaco e l’assessore hanno taciuto, provando a nascondere questo macigno sotto il tappeto».
Nel mirino della Corte dei Conti ci sarebbero società che gestiscono servizi pubblici fondamentali per la città, dalle farmacie ai parcheggi, dai servizi cimiteriali alla fornitura dell’acqua, dal sistema fiere all’edilizia popolare, fino al verde pubblico e al trasporto scolastico. Realtà che, sottolinea De Martis, «producono decine di milioni di euro di ricavi ogni anno».
Tra le prime contestazioni mosse dai magistrati contabili, come riporta la nota divulgata da De Martis, figura l’assoluta genericità delle motivazioni con cui il Comune giustifica il mantenimento di molte partecipazioni societarie, oltre alla mancanza di un’analisi dei costi di funzionamento, anche nei casi in cui questi risultano in aumento, in contrasto con l’obiettivo dichiarato di riduzione della spesa.

Municipio di Grosseto
Ampio spazio sarebbe riservato anche al tema della trasparenza. «Secondo la Corte dei Conti – spiega De Martis – alcune società hanno omesso la pubblicazione degli obiettivi annuali sui propri siti istituzionali, riportando solo documenti parziali, in violazione del Testo unico sulle società partecipate, tanto da prospettare l’adozione di pesanti sanzioni economiche».
Rilievi importanti riguardano inoltre le procedure di reclutamento del personale, giudicate non sempre rispettose dei principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità. «Nel caso delle Farmacie comunali – evidenzia De Martis – il regolamento consentirebbe la pubblicazione dei bandi di selezione per appena quindici giorni, una durata che la Corte reputa inadeguata a garantirne un’adeguata conoscibilità».
Le osservazioni più articolate riguardano Sistema, la pluriconcessionaria dei servizi pubblici. «La Corte dei Conti – afferma il capogruppo di Grosseto Città Aperta – punta i riflettori su quello che parrebbe configurarsi come un utilizzo improprio dei proventi del servizio parcheggi».

Carlo De Martis (Grosseto città aperta)
Un servizio che genererebbe utili nell’ordine di 500-600mila euro l’anno, ma che, secondo quanto descrive De Martis dalla relazione, verrebbero utilizzati per coprire le perdite di altri servizi. «Quando invece – sottolinea il consigliere – il Codice della Strada prescrive che tali risorse debbano essere investite per migliorare la mobilità urbana. In altri termini, sono centinaia di migliaia di euro che avrebbero dovuto essere utilizzati per rifare le strade che percorriamo ogni giorno».
Nel comunicato di Gca si torna anche sulla vicenda della trasformazione di Sistema da società con amministratore unico a società con consiglio di amministrazione. «Il sindaco – ricorda De Martis – si inventò un decreto per moltiplicare le poltrone, una scelta che insieme alle altre opposizioni abbiamo subito contestato come illegittima e strumentale. Oggi la Corte dei Conti ci dà ragione, contestando motivazioni del tutto generiche e compensi superiori ai limiti di legge».
Ma il rilievo più grave, secondo Grosseto Città Aperta, riguarda la violazione delle competenze del Consiglio comunale. «Il sindaco e l’assessore alle partecipate – accusa De Martis – hanno esautorato il Consiglio delle sue fondamentali funzioni di indirizzo e controllo. Un’esautorazione da ultimo cristallizzata nel nuovo regolamento per il controllo delle partecipate, fortemente voluto dall’assessore Rossi. Tutto è stato impropriamente accentrato nelle mani della giunta».
Una situazione cristallizzata, secondo il comunicato, nel nuovo regolamento per il controllo delle partecipate, fortemente voluto dall’assessore Rossi. «Un regolamento che abbiamo più volte denunciato e cercato di correggere – sottolinea De Martis – e che oggi viene censurato dalla Corte dei Conti negli stessi termini da noi indicati».
Dalla relazione emergerebbe inoltre una “scarsa incisività” politica della Giunta, con un ribaltamento dei ruoli tra controllore e controllato. «Le società partecipate – dice De Martis – finiscono per definire obiettivi strategici e investimenti, che l’amministrazione comunale si limita ad approvare, riducendosi a un semplice firma-carte».
Il prossimo 29 gennaio il Comune di Grosseto è stato convocato davanti alla Corte dei Conti per presentare le proprie controdeduzioni. «Ad oggi – conclude De Martis – nonostante una richiesta di accesso agli atti, tali controdeduzioni non sono state fornite. Qualunque sarà l’esito del procedimento, un fatto di questa portata avrebbe dovuto essere immediatamente condiviso con la cittadinanza attraverso una comunicazione istituzionale».
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