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Parco della Maremma

Quasi 8mila uccelli acquatici nel Parco della Maremma: le foto spettacolari dei monitoraggi

Censite 47 specie, presenti anche esemplari rari

Redazione Web

20 Gennaio 2026, 17:34

Quasi 8mila uccelli acquatici nel Parco della Maremma: le zone umide confermano la loro buona salute Fenicotteri

Fenicotteri al Parco della Maremma (Foto Federica Gianneschi)

Il Parco della Maremma si conferma un rifugio fondamentale per l’avifauna acquatica. Sono circa 7.700 gli uccelli svernanti censiti, appartenenti a 47 specie diverse, nel corso del monitoraggio annuale promosso da Ispra e coordinato dal Centro Ornitologico Toscano (COT) per conto della Regione Toscana.

Gru (Foto di Federica Gianneschi)

Il censimento rientra nel progetto internazionale “International Waterbird Census” (IWC), promosso da Wetlands International, che dal 9 al 26 gennaio coinvolge oltre 2.000 zone umide italiane, 500 rilevatori esperti e circa 1.500 collaboratori, con l’obiettivo di valutare lo stato di salute degli ecosistemi umidi.

Stormo (Foto Federica Gianneschi)

Anatre, oche e pavoncelle le specie più numerose

Nel Parco della Maremma a prevalere sono state le anatre, con oltre 2.500 esemplari, seguite da oche selvatiche e pavoncelle, entrambe con presenze superiori ai 1.500 individui.

I monitoraggi al Parco


Il monitoraggio ha inoltre registrato:

  • 490 gru

  • 400 pivieri dorati

  • 150 fenicotteri

  • oltre 100 aironi, insieme a mestoloni, aironi guardabuoi, aironi bianchi maggiori e chiurli.

Particolarmente significativa anche la presenza di specie rare, come la moretta codona, le oche lombardelle, la moretta tabaccata e il tarabuso, osservato nell’area del canneto del canale essiccatore.

Fenicotteri (Foto Federica Gianneschi)

Zone umide, un patrimonio da proteggere

«Le zone umide – spiega Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma – sono ambienti ad altissima biodiversità, sempre più rari perché spesso sacrificati agli usi antropici, come l’agricoltura. Sono però habitat fondamentali e insostituibili per molte specie, ed è per questo che il Parco sta lavorando sia al consolidamento delle aree esistenti sia all’incremento di nuove zone umide».

Simone Rusci

Il tarabuso, in particolare, è una specie sempre meno frequente nel Parco, poiché predilige ambienti di acqua dolce con estesi canneti, habitat oggi poco diffusi nell’area.

Un ecosistema sano e ricco di biodiversità

«Osservare queste specie – conclude Rusci – significa assistere a uno spettacolo naturale di grande fascino, fatto anche di migrazioni lunghissime e comportamenti straordinari. Al di là dei numeri, questo monitoraggio restituisce l’immagine di un ecosistema sano, variegato e di grande valore ambientale».

Tutti gli uccelli censiti possono essere ammirati in questo periodo all’interno della riserva naturale del Parco della Maremma.
Maggiori informazioni sul monitoraggio e sulle specie presenti sono disponibili sul sito ufficiale www.parco-maremma.it.

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