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Referendum Giustizia

Referendum giustizia, a Grosseto un incontro pubblico per spiegare le ragioni del no

Domenica 18 gennaio confronto con Chiara Favilli, il deputato Andrea Quartini e i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli

Giovanni Ramiri

16 Gennaio 2026, 19:34

Referendum Giustizia comitato per il no Chiara Favilli

Nella cornice: Chiara Favilli

Un incontro pubblico per approfondire le ragioni del NO al referendum sulla giustizia e analizzare le possibili conseguenze della riforma. È quello in programma domenica 18 gennaio a Grosseto, promosso dal Movimento 5 Stelle Toscana insieme al Comitato “Giusto dire NO”.

L’appuntamento si inserisce in un ciclo di dieci incontri, uno per ciascuna provincia toscana, pensati per discutere in modo approfondito le implicazioni della riforma e illustrare le motivazioni di chi si oppone al quesito referendario. Quello di Grosseto rappresenta il terzo appuntamento regionale del percorso.

L’incontro si terrà alle ore 14.30 presso la Fondazione Il Sole ETS, in viale Uranio 40.

«Critiche strutturali, non ideologiche»

Secondo quanto spiegano gli organizzatori, l’obiettivo è chiarire che le ragioni del NO non nascono da una contrapposizione ideologica, ma da valutazioni di merito sulla riforma. «Questa riforma – spiegano dal Movimento 5 Stelle – indebolisce il Consiglio superiore della magistratura dividendo le funzioni dei magistrati, riducendone i poteri e introducendo meccanismi di sorteggio e nomine più controllabili dalla maggioranza politica del momento».

Sempre secondo i promotori, la riforma aumenterebbe il rischio di un legame più stretto tra magistratura e politica. «Anche senza ordini espliciti – sottolineano – un giudice o un pubblico ministero che sa di dipendere da organi più politicizzati può essere meno libero di agire su casi sensibili. L’autonomia non è solo formale, ma anche psicologica e istituzionale».

Gli interventi: Favilli, Quartini, Galletti e Rossi Romanelli

All’incontro interverranno Chiara Favilli, professoressa ordinaria di Diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Firenze, e, per il Movimento 5 Stelle, il deputato Andrea Quartini e i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli.

I relatori affronteranno diversi aspetti della riforma, dal funzionamento del CSM ai rapporti tra potere giudiziario e potere politico, fino alle possibili ricadute sull’indipendenza della magistratura.

Chiara Favilli è tra le voci del no al referendum

Chiara Favilli è professoressa ordinaria di Diritto dell’Unione europea all’Università di Firenze, dove insegna anche Diritto europeo dell’immigrazione. In precedenza ha insegnato all’Università LUMSA di Roma e all’Università di Palermo. Nel 2005 ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e di tre monografie dedicate, tra l’altro, ai temi della non discriminazione e del diritto dell’immigrazione. Dal 2024 è direttrice della rivista “Diritto, immigrazione e cittadinanza” ed è membro italiano della Rete di esperti indipendenti sulla non discriminazione promossa dalla Commissione europea.

Il suo lavoro di ricerca si concentra sul processo di integrazione europea, sull’impatto del diritto dell’Unione nell’ordinamento italiano e sul ruolo degli Stati membri nella definizione delle politiche comunitarie.

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