Università
Nella cornice Paola Pasqualini, sullo sfondo una lezione del semestre aperto
Non accennano a placarsi le polemiche relative al nuovo semestre filtro per la facoltà di Medicina.
Soprattutto dopo la pubblicazione delle graduatorie di accesso avvenuta oggi, venerdì 9 gennaio. Con numeri che per il ministro dell'Università e ricerca, Anna Maria Bernini, certificano che «il nuovo modello del semestre filtro funziona»
Questi i dati: 22.688 studenti risultati idonei a fronte di 17.728 posti disponibili, con una percentuale di candidati che non ha superato il semestre filtro oscillante tra il 25% e il 35%.
A contraddire la ministra Bernini è anche l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto, che fin dall'inizio ne aveva evidenziato le criticità. Paola Pasqualini, presidente grossetana dell'Ordine, parla infatti di un esperimento fallito, un sistema da rivedere in modo da renderlo più equo. Per Pasqualini i sei mesi (nella realtà il periodo di tempo è stato più breve) sono stati come una corsa a ostacoli per gli studenti.
«Se l'obiettivo era quello di eliminare il numero chiuso alla facoltà di Medicina – dichiara la presidente dell'Ordine, Paola Pasqualini– alla prova dei fatti così non è stato e noi l'abbiamo sempre sostenuto, fin dall'inizio. Non devono ingannare i numeri e le dichiarazioni diffuse dal Ministero. Il sistema del semestre filtro si è rivelato un'altra forma di sbarramento, ma a condizioni nettamente peggiori. Ha avuto il solo effetto pratico di costringere migliaia di studenti a prepararsi in condizioni tutt'altro che ideali, tra il poco tempo a disposizione e un'enormità di prove e test da sostenere. Insomma, un pasticcio».
Frutto di una riforma che «Mette ancora di più in difficoltà economica le famiglie, soprattutto quelle che vivono in città senza sedi universitarie» chiosa Pasqualini.

Manifestazione a Roma contro Bernini e il semestre filtro, dicembre 2025
Nella nota diffusa dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Grosseto, Pasqualini rimarca l'importanza di proiezioni sul fabbisogno di personale medico. «Infatti si può e si dovrebbe poter fare una stima a medio-lungo termine del fabbisogno di medici con un bilancio tra ingressi e uscite - dichiara la dottoressa - Già in passato sia gli Ordini che le sigle sindacali avevano evidenziato come in questi anni ci sarebbe stata una “gobba” pensionistica e quindi una carenza importante di medici, ma i decisori non ci hanno ascoltato e non hanno fatto alcuna modifica, e così continuano a fare».

Manifestazione a Roma contro il semestre filtro, novembre 2025
A Grosseto sono 24 i nuovi medici iscritti all'Ordine in provincia. «Siamo soddisfatti e tutti noi auspichiamo che possano restare o tornare nel loro territorio a svolgere l'attività professionale che hanno scelto - conclude Pasqualini - È comprensibile che un giovane voglia lavorare in grandi realtà, ma si può e si deve fare esperienza ovunque, anche nei piccoli centri. La provincia di Grosseto, dal capoluogo alla periferia, ha molto da dare».
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