CRANS-MONTANA
Sara Costanzo vittima di 16 anni dell'incendio a Crans-Montana in Svizzera
Il silenzio del lutto, è stato rotto da parole durissime. Nel giorno dei funerali della sedicenne Chiara Costanzo, una delle sei giovani italiane morte nell’incendio che ha devastato il bar Le Constellation la notte di Capodanno, la voce dello zio è diventata il grido di una famiglia che chiede giustizia.
Lo ha fatto davanti alle telecamere di “Dentro la notizia”, su Canale 5, nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi, oggi 7 gennaio, nel giorno del lutto per le sei vittime italiane.
«Per me è stata una seconda figlia. È cresciuta con mio figlio - racconta lo zio di Chiara - ha un anno in più di lui. Era un esempio, era una persona solida, molto più matura delle ragazze della sua età».

I funerali di Sara Costanzo alla Basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano
Il racconto è un atto d’accusa diretto. Secondo lo zio di Chiara, la tragedia non può essere archiviata come fatalità.
Parole che pesano come macigni, soprattutto quando si riferiscono alle dichiarazioni del sindaco di Crans-Montana, che avrebbe ammesso l’assenza di verifiche negli ultimi anni. Un’ammissione che per molto è solo un’aggravante. «Purtroppo, Chiara è stata vittima di una gravissima ingiustizia perché è morta per una strage evitabile - racconta lo zio - C’è stata troppa superficialità da parte dell'amministrazione svizzera e da parte dei gestori, non si può accettare. Ed è inutile che il sindaco di Crans si redima e dica “è cinque anni che non ho fatto verifiche”. Complimenti, cosa sei lì a fare? Aiutateci tutti ad alzare la voce perché il valore della giustizia è l’unica cosa che possiamo portare avanti di Chiara, aiutateci voi per favore».
Il passaggio più straziante riguarda il padre di Chiara. Un dolore definito impossibile da raccontare. L’attesa, disperata, fuori dal locale distrutto, la speranza di riconoscere sua figlia tra i volti segnati dal fumo e dalle fiamme, anche ferita, anche sfigurata, ma viva.

I genitori di Chiara
Una speranza che, come nel caso degli altri genitori italiani, si è spenta davanti all’evidenza dei fatti.«Qualcuno ha calpestato le regole probabilmente, le regole non vanno calpestate, le regole del vivere civile - ha raccontato commosso il padre di Chiara davanti alle telecamere - E quindi dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere».
Sul dolore del papà di Chiara, lo zio conclude: «Il dramma che ha vissuto il padre di Chiara penso che non sia raccontabile. Vedere i corpi straziati che uscivano dal locale, la speranza che aveva di trovare gli occhi di sua figlia in mezzo a quelle facce, magari anche deturpata, ma viva. Purtroppo, non è stato così».

Giuseppe Valditara, Ministro dell'istruzione e del merito, con il padre di Sara Costanzo
L’intervento a “Dentro la notizia” non è solo un ricordo, ma una presa di posizione netta. La famiglia di Chiara chiede che quanto accaduto a Crans-Montana non venga dimenticato e che vengano accertate tutte le responsabilità.
Perché, come ripetono, l’unico modo per onorare la memoria di Chiara è continuare a chiedere giustizia. E perché tragedie come questa non si ripetano mai più.
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