VIGILI DEL FUOCO
Vigili del fuoco - nella cornice l'onorevole Marco Simiani
La carenza di personale nei Vigili del Fuoco non riguarda solo la Toscana, ma rappresenta una criticità diffusa su scala nazionale. A ribadirlo è Marco Simiani, deputato maremmano e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente, intervenendo dopo il grido d’allarme lanciato dalle associazioni sindacali del Corpo.
Secondo Simiani, non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma di una situazione nota da tempo, più volte segnalata anche in sede parlamentare.
«La carenza di personale nei Vigili del Fuoco non è una novità né un’emergenza improvvisa: da mesi, come Partito Democratico, la denunciamo con interrogazioni e atti parlamentari rimasti senza risposta. In Toscana, come nel resto del paese, si sono perse centinaia di unità operative, con conseguenze dirette sui tempi di intervento e sulla qualità del servizio. Meno vigili in servizio significa più straordinari, maggiore stress e un sistema di soccorso che fatica a reggere l’aumento delle emergenze», dichiara Simiani.
Un quadro che, secondo il deputato Pd, incide direttamente sull’efficacia del sistema di soccorso e sulla sicurezza dei cittadini.
Nel suo intervento, Simiani critica anche le scelte del governo, accusato di non affrontare il nodo centrale della questione, ovvero il rafforzamento degli organici e degli investimenti.
«Di fronte a questa realtà il governo sceglie di non intervenire sul vero problema, cioè il rafforzamento degli organici e degli investimenti, e punta invece a una riforma che rischia di militarizzare il Corpo, snaturandone la funzione civile e di protezione dei cittadini. È una scelta che non risolve le carenze, ma le aggrava».
Secondo il capogruppo Pd in Commissione Ambiente, la strada da seguire è un’altra: investimenti concreti e risposte strutturali.
«Servono assunzioni, stabilizzazioni e mezzi adeguati, non un cambio di modello che allontana i Vigili del fuoco dalla prevenzione e dal soccorso. Continuare a ignorare i dati significa assumersi una responsabilità politica precisa. Anche le ultime norme sul reclutamento inserite nel Milleproroghe senza però risorse contestuali adeguate sono insufficienti», conclude Simiani.
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