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Tra i buoni propositi 2026: meno social, più vita vera. Ecco cosa vogliono davvero cambiare gli italiani

I dati del report Ipsos, il cuore dei buoni propositi 2026, è nelle relazioni

Redazione Web

01 Gennaio 2026, 12:55

Buoni propositi per il 2026

Buoni propositi per il 2026

All’inizio del 2026 i buoni propositi tornano sulla scena come una delle ricerche e ambizioni più frequenti. Nel passaggio da un anno percepito ancora incerto a un futuro da costruire giorno per giorno, gli italiani cercano soprattutto benessere, relazioni autentiche e maggiore equilibrio tra offline e online.

Buoni propositi 2026: cosa vogliono cambiare gli italiani

Secondo il report “Tra ripresa e incertezze: le aspettative per il 2026” di Ipsos, i buoni propositi degli italiani seguono alcune linee molto chiare. Il 67% dichiara di voler fare più esercizio fisico nel 2026 rispetto all’anno precedente, in linea con un trend globale che vede il 75% delle persone intenzionato ad aumentare l’attività fisica. Non si tratta più solo del classico “mi iscrivo in palestra dopo le feste”, ma di un vero bisogno di salute, energia e prevenzione, spinto anche dall’aumento del lavoro sedentario e dello stress.

Un runner durante l'allenamento

Un altro fronte caldo riguarda la cura di sé. Il 60% degli intervistati a livello globale, che sale al 62% in Italia, indica tra i buoni propositi per il 2026 quello di dedicare più tempo al proprio aspetto e al proprio benessere complessivo. Questo significa più attenzione alla skincare, al sonno, all’alimentazione e a piccoli rituali quotidiani che aiutano a sentirsi meglio nel corpo e nella mente, spesso più che rincorrere diete lampo o trasformazioni impossibili.

Più tempo con gli altri, meno tempo sui social

Il cuore dei buoni propositi 2026, però, è nelle relazioni. Sempre secondo Ipsos, l’82% delle persone nel mondo e l’84% degli italiani dichiara di voler trascorrere più tempo con famiglia e amici nel nuovo anno. Dopo anni di incertezza economica e preoccupazioni per il futuro, le persone riscoprono il valore delle relazioni di qualità: cene senza telefono sul tavolo, weekend con gli amici, momenti dedicati ai figli diventano obiettivi concreti da inserire tra i buoni propositi per il 2026.

Tra i buoni propositi: meno social media

Tra i buoni propositi, meno social media

In parallelo, cresce il desiderio di ridurre l’uso dei social media. A livello globale il 37% dichiara che tra i buoni propositi 2026 c’è l’idea di passare meno tempo sui social; in Italia la quota sale al 41%. Non si tratta di demonizzare il digitale, ma di usarlo meglio: meno scroll automatico, meno confronto tossico, più contenuti utili e momenti offline protetti, ad esempio con fasce orarie “no notifiche”.

Come trasformare i buoni propositi 2026 in abitudini

Per chi cerca online “buoni propositi 2026”, il rischio è perdersi in liste infinite. I dati mostrano però che funzionano soprattutto pochi obiettivi chiari e misurabili. Alcuni esempi: programmare in agenda due sessioni di attività fisica a settimana invece di un generico “farò più sport”; fissare una serata al mese dedicata agli amici; stabilire un’ora al giorno senza smartphone, magari prima di dormire.

Il quadro che emerge dai sondaggi è fatto di cauto ottimismo: solo una parte degli italiani crede che il 2026 sarà migliore del 2025, ma la maggioranza sente di poter cambiare qualcosa nella propria vita quotidiana, a partire dai buoni propositi. In fondo, chi oggi digita “buoni propositi 2026” non cerca solo idee, ma un modo per sentirsi di nuovo protagonista del proprio tempo, tra più salute, più affetti e meno rumore di fondo.

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