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Sicurezza

Ladri nelle case a Capodanno e nei giorni della Befana. Attenzione ai furti, come cercare di difendersi

Ecco come agiscono i topi di appartamento e perché occorre alzare il livello di attenzione

Julie Mary Marini

01 Gennaio 2026, 10:00

Ladri nelle case a Capodanno e nei giorni della Befana. Attenzione ai furti, come cercare di difendersi

Attenzione ai ladri nei giorni di festa (Fotomontaggio di archivio)

Attenzione ai ladri nelle case. Dopo NataleCapodanno e il ponte dell’Epifania sono, tradizionalmente giornate in cui i topo di appartamento si danno molto da fare. Sono molte le persone che decidono di trascorrere i giorni di festa a casa di parenti o di amici e ovviamente le case che si svuotano. Ed è proprio questa combinazione fatta di abitazioni incustodite e routine spezzate, a rendere il periodo uno dei più appetibili per i ladri d’appartamento. Non è allarmismo, ma una dinamica ben conosciuta dalle forze dell’ordine. Come abbiamo già scritto più volte, nel periodo delle feste di Natale i furti nelle abitazioni si moltiplicano in maniera notevole proprio perché i ladri approfittano di situazioni favorevoli.  

Il primo dell’anno, in particolare. Molti sono partiti per una mini vacanza, altri dopo il cenone si sono fermati a casa di parenti lontani o magari in un hotel. Il via vai è ridotto, i rumori passano inosservati e basta una porta lasciata chiusa senza mandate o una finestra socchiusa per trasformare la giornata di festa in un rientro amaro. Non è raro che i furti avvengano mentre i proprietari sono fuori anche solo poche ore. Il rischio non si esaurisce con i brindisi per l'arrivo del nuovo anno. Il ponte dell’Epifania, soprattutto quando cade a ridosso del weekend, prolunga le assenze: seconde case, visite ai parenti, brevi viaggi, una due giorni sulla neve oppure in una città d'arte. Chi osserva con attenzione può intuire facilmente se un appartamento è disabitato: posta che si accumula, tapparelle sempre abbassate, assenza totale di luci nelle ore serali. Segnali che sembrano piccoli, ma sufficienti a chi sa leggerli.

Negli ultimi anni le modalità di intrusione sono diventate sempre più silenziose e rapide. Non servono scassi rumorosi o azioni plateali: spesso l’ingresso avviene forzando serrature datate o approfittando di punti deboli come finestre sul retro, balconi comunicanti o portoncini secondari. Spesso tempo medio di permanenza all’interno di un’abitazione è ridotto: i topi di appartamento agiscono velocemente, magari portano via pochi oggetti che ritengono di valore e in pochi minuti sono fuori. Se invece sono consapevoli che i proprietari dell'abitazione sono proprio lontani, agiscono con calma e cercano con dovizia soldi e gionielli. Per questo, durante le festività, l’attenzione può aiutare a fare la differenza. Non si tratta solo di sistemi d’allarme o tecnologie avanzate, che ovviamente sono importantissimi per proteggere una abitazione, ma anche di comportamenti consapevoli: simulare la presenza in casa in tutti i modi possibili, affidarsi a un vicino o a un parente di casa affinché diano uno sguardo all'abitazione, evitare di pubblicare in tempo reale sui social l’assenza prolungata. Accorgimenti semplici che, messi insieme, possono scoraggiare chi cerca un obiettivo facile. Certo, non scoraggiano i professionisti del furto, ma in quel caso purtroppo c'è poco da fare. Le bande super specializzate agiscono con piani accurati e studiati nei minimi particolari. Ma ovviamente si muovono nei confronti di personaggi facoltosi, cercando di andare a colpo sicuro.

Purtroppo il fenomeno dei furti in casa continua a rappresentare una delle preoccupazioni principali per gli italiani. Nel 2024, i furti in abitazione denunciati hanno superato quota 155.000, segnando un aumento del 5,4% rispetto all’anno precedente. Le rapine, seppur numericamente più rare, hanno registrato anch’esse un incremento. Questi numeri non raccontano solo statistiche: parlano della quotidianità di milioni di famiglie che si trovano ad affrontare l’incertezza di rientrare e trovare la propria casa violata. Il rischio è percepito come reale e diffuso: circa 14,5 milioni di italiani, pari al 28,6% della popolazione, hanno subito almeno un furto nella loro vita, mentre altri 8 milioni hanno vissuto tentativi non riusciti. Eppure, i dati preliminari del primo semestre del 2025 sembrano indicare un trend positivo, con una riduzione degli episodi denunciati a 61.555, pari a un calo dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Analizzando le dinamiche dei furti, emerge come la maggior parte delle intrusioni avvenga nel pomeriggio, tra le 14 e le 20. I ladri prediligono finestre e porte-finestre, che rappresentano quasi la metà dei punti di accesso, mentre la porta principale o secondaria viene utilizzata in oltre il 48% dei casi. La rapidità e la discrezione sono caratteristiche chiave: bastano pochi minuti per portare via oggetti di valore, approfittando di piccoli segnali come luci spente o assenza di movimento. Le differenze territoriali sono marcate. Le città più colpite in termini assoluti sono Roma, con quasi 8.700 furti, seguita da Milano, Torino e Firenze. Se invece si guarda all’incidenza sulla popolazione, Pisa, Modena e Bolzano occupano le prime posizioni, con valori tra i 55 e i 76 furti ogni 10.000 abitanti. Questa variabilità mostra come il rischio non sia uniforme, ma influenzato sia dalla densità urbana sia dai comportamenti della popolazione. Non sorprende che il furto in casa sia il reato più temuto dagli italiani: oltre il 59% degli intervistati lo considera la principale preoccupazione per la sicurezza personale e domestica. La risposta delle famiglie è stata una crescente attenzione alla protezione: quasi il 90% dichiara di avere almeno un sistema di sicurezza, che si tratti di porte blindate, videocitofoni o impianti d’allarme, e la maggior parte intende investire ulteriormente per aumentare la propria tranquillità.

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