LA RICORRENZA
La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
Il 4 novembre è una data scolpita nella storia italiana. È la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricorrenza che unisce memoria e identità, ricordando la fine della Prima Guerra Mondiale per l’Italia, sancita dall’armistizio di Villa Giusti del 1918, e il completamento dell’unità territoriale con l’annessione di Trento e Trieste.
Istituita come festa nazionale nel 1919, questa giornata è da oltre un secolo un momento di rilevanza storica, civile e militare, simbolo dell’Italia che si riconosce nei valori di libertà e servizio alla Nazione.

Le origini di una data simbolica
Il 4 novembre 1918 segnò la conclusione di un conflitto devastante: la Grande Guerra. Dopo anni di sacrifici, la vittoria sull’Impero Austro-Ungarico completò il lungo cammino del Risorgimento, spesso definito “quarta guerra d’indipendenza”.
Nel 1921, la tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma rese eterno il ricordo dei soldati caduti senza nome. Quel gesto, carico di significato, trasformò il dolore collettivo in memoria nazionale, diventando il cuore della commemorazione del 4 novembre.
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Le celebrazioni del 2025: tra cerimonie solenni e cultura
Nel 2025, le celebrazioni ufficiali si apriranno martedì 4 novembre alle 9:15 con la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Difesa Guido Crosetto e delle principali autorità dello Stato.
Il Capo dello Stato si recherà poi ad Ancona, dove alle 11:30 parteciperà a una cerimonia militare dedicata a tutte le Forze Armate. Come da tradizione, la giornata offrirà anche ingressi gratuiti nei musei e nei siti archeologici statali, per valorizzare la memoria storica attraverso la cultura.

Tradizioni e memoria diffusa
In ogni comune italiano si depone una corona ai monumenti ai caduti, gesto di riconoscenza verso chi ha sacrificato la vita per la Patria.
Accanto alle cerimonie civili, si tengono anche funzioni religiose. A Enna, ad esempio, la celebrazione al Castello di Lombardia coinvolge reparti delle Forze di Polizia, autorità civili e associazioni combattentistiche, in un momento di partecipazione e raccoglimento.
Dal 1977, il 4 novembre non è più un giorno festivo con chiusura delle attività, ma resta una festività civile. Nonostante ciò, conserva il suo valore simbolico e molti lavoratori continuano a ricevere la retribuzione della giornata.

Un’eredità per le nuove generazioni
Il 4 novembre è anche un’occasione formativa. Nelle scuole si organizzano lezioni di educazione civica, incontri con militari e mostre storiche, per trasmettere alle nuove generazioni il senso di unità nazionale e di impegno verso le istituzioni.
Non sono mancati, nella storia, momenti di tensione: celebre quello di Milano nel 1919, quando la giornata fu segnata da scontri politici, a dimostrazione di come questa ricorrenza sia sempre stata anche riflesso della vita civile e sociale del Paese.
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